A marzo si avvia il test del nuovo sistema di valutazione delle performance ambientali introdotte dalla Alleanza per la Produzione Vinicola Sostenibile in California. Saranno misurate la carbon footprint, il consumo di acqua e di energia e l’impiego dei fertilizzanti chimici. Il test avrà la durata di 9-12 mesi e vi parteciperanno un campione di 20 aziende californiane; ricordiamo che questo Stato rapprensenta da solo il 90% della produzione vinicola degli Stati Uniti d’America. L’obiettivo finale è di estendere l’utilizzo di questo sistema di valutazione ambientale alla maggioranza dei produttori californiani e di utilizzarlo per fissare obiettivi di riduzione degli impatti ambientali; lo slogan utilizzato per motivare i produttori è “non puoi gestire ciò che non misuri”. Il progetto non nasce dal nulla. Accanto ad una predisposizone dei produttori vitivinicoli di qualità alla cura dell’ambiente per le caratteristiche specifiche del loro business, in California si innesta su di un programma di lavoro che già nel 2002 aveva portato alla implementazione del Sustainable Winegroving Program finalizzato all’adozione di pratiche per la sostenibilità del processo di coltivazione e produzione del vino. Una sorta di ISO14001 per produttori californiani del prezioso liquido che oggi viene utilizzato da circa i 3/4 delle aziende dello stato. L’integrazione fra i due progetti permetterà quindi nei prossimi anni di determinare gli effetti delle pratiche adottate in termini di performance di impatti ambientali. L’aspettativa dei responsabili dell’organizzazione californiana è che il miglioramento delle performance ambientali porti con se anche effetti positivi sul conto economico come alcuni esempi concreti stanno già dimostrando.
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