Un impegno per il 2011: impariamo a comunicare la sostenibilità

Fine anno, tempo di bilanci. Intanto è passato il primo anno intero di vita della nostra newsletter. Siamo soddisfatti ! Dodici mesi fa di questi tempi si aspettava con il fiato sospeso l’esito del vertice di Copenaghen; passato con molti rimpianti. Meglio quello di Cancun che ha dato più risultati perchè, secondo i malevoli, non erano presenti i leader a fare passerella. Molti report hanno sottolineato come le aziende si siano presentate più determinate e consapevoli delle stesse organizzazioni governative. C’è voglia di fare ma viene chiesto un quadro di riferimenti certo. Dobbiamo fare i conti anche con un grande problema di comunicazione verso i cittadini/consumatori, che devono essere informati e motivati. Informare correttamente non è solo un problema di “eticità”. Lo dimostra chiaramente il report di Terra Choice sul greenwashing che vi mettiamo a disposizione negli approfondimenti. Esiste una curva di apprendimento anche nella comunicazione green. I settori economici che hanno una maggiore esperienza  nella offerta di prodotti e soluzioni più sostenibili  (nella ricerca americana ad esempio i prodotti per l’edilizia) sono quelli che ora comunicano meglio i loro vantaggi. Opportuno sarebbe utilizzare anche l’esperienza altrui o ascoltare i buoni consigli (pubblicità subliminale!). Ritorneremo su questo argomento nelle prossime edizioni della newsletter. La comunicazione verde però non deve essere solo corretta, ma capace di motivare al cambiamento. E qui le cose si fanno ancora più complicate. Gli esperti di comunicazione e di psicologia cognitiva hanno capito da tempo che è difficile superare le naturali resistenze dell’uomo a farsi carico di problemi che “appaiono” troppo lontane nel tempo (… e dal portafoglio). Inoltre, come evidenziato da alcuni recenti studi,  un approccio troppo catastrofico finisce per creare barriere psicologiche, portando a rifiutare quello che non riusciamo a gestire utilizzando la nostra esperienza consolidata (vedi http://willer.berkeley.edu/). 
Insomma la sostenibilità ci impone di ripensare globalmente i nostri approcci e ad innovare la nostra cultura. Il nostro prossimo appuntamento sarà l’11 gennaio 2011

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