Approfondimenti: WalMart è il diavolo o l’acqua santa ?

Messa in termini più prosaici. Wal Mart è il problema o è parte della sua soluzione?
Il problema è ovviamente la non sostenibilità del nostro modello di produzione e consumo. Cerca di dare una risposta l’articolo che sottoponiamo alla vostra attenzione questa settimana. Chi scrive è un consulente di Green Business, Marc Gunther, sollecitato dalle roventi critiche rovesciate sulla enorme compagnia di distribuzione americana dalla reporter Stacy Mitchell.  Le  argomentazioni utilizzate dalla Mitchell le avevamo sostanzialmente già incontrate quando utilizzammo  la storia di Walmart come esempio della capacità di cambiamento anche delle aziende più emblematiche del modello consumista.  In realtà dice la Mitchell in questi anni WalMart ha introdotto solo piccoli interventi di facciata (non si arriva però alla accusa di greenwashing) senza modificare la ragione di fondo della sua insostenibilità; che è il modello di business basato sulla crescita continua ottenuta dalla vendita di prodotti di scarso valore che generano un eccesso di produzione di rifiuti. La posizione di Gunther, dialetticamente avversa, non riconosce il presunto “peccato originale” di WalMart che sostanzialmente è come lo vogliono i suoi clienti che compiono le loro scelte senza condizionamenti e lo premiano con gli acquisti. Se WalMart quindi non è “il problema” Gunther passa ad esaminare più pragmaticamente i risultati ottenuti nel suo impegno per la sostenibilità che considera genuino. Alcuni sono inferiori alle attese, ma nel complesso hanno determinato, a suo dire, un forte impatto imitativo in tutto il settore. E questo probabilmente è il risultato più importante ottenuto dalla catena di distribuzione. Chi non ama le tesi preconfezionate può quindi trovare interessante la lettura dell’articolo utilizzando questo link.

Per leggere tutti gli altri articoli del blog sulle attività di WalMart, fai click qui

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