Accordo fra Usa ed Europa per l’agricoltura organica

E’ stato recentemente ratificato un accordo che può essere considerato storico per lo sviluppo dell’agricoltura organica e tutto sommato anche per le regole della concorrenza. Le amministrazioni competenti di Stati Uniti e Comunità Europea hanno infatti convenuto che basterà aver acquisito il certificato di prodotto organico  in uno dei due mercati per avviare la commercializzazione  anche nell’altro. Un accordo che evita quindi costi e pratiche burocratiche aggiuntive a quei produttori  che intendono approfittare per intero della domanda proveniente dai due mercati più a grandi a livello mondiale. Il fatturato complessivo negli Stati Uniti ed in Europa  di organic food è stato calcolato di 50 miliardi di dollari nel 2011 ed i suoi tassi di crescita sono di gran lunga superiori a quelli dei prodotti agricoli tradizionali. Il Green Business report 2012 ha stimato il tasso di crescita di prodotti organici certificati pari all’8% nell’anno precedente, confrontato allo 0,6% dell’intero comparto. Stesso trend anche per quanto riguarda l’occupazione che vede ovviamente una quota crescente assorbita dall’ agricoltura organica. Conseguenza o causa di tutto questo è anche la crescita degli spazi di vendita negli scaffali dei supermercati. Le grandi catene della distribuzione dichiarano di vedere nella domanda di prodotti alimentari organici una delle forze necessarie per uscire dalle attuali difficolta. L’accordo viene considerato particolarmente importante per gli agricoltori più piccoli che subivano maggiormente gli ostacoli burocratici necessari per acquisire una seconda certificazione necessaria all’esportazione negli Stati Uniti o in Europa. Per completare l’informazione bisogna sottolineare che lo stesso accordo può non essere salutato con entusiasmo dai sostenitori dei prodotti locali che ovviamente potranno vedere crescere la concorrenza di prodotti organici provenienti da migliaia di chilometri di distanza.  Un bene per la concorrenza; per quanto riguarda la sostenibilità non si può scrivere una regola generale ma bisogna valutare caso per caso (è necessario valutare l’impatto dell’intero ciclo di vita del prodotto).

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