Le aziende USA consumano meno energia, ma è vera gloria?

Il consumo di energia del settore manufattoriero americano è in riduzione dal 1998 e la caduta è stata del 10% se misurata fra il 2006 ed il 2010. Questo è il risultato di maggior sintesi fra quelli riportati nel Manufactoring Energy Consumption Survey del 2010 (MECS). Quanta parte di questa riduzione dipende dal calo della attività produttiva per la crisi economica e quanta dagli interventi per il miglioramento dell’efficenza energetica lo sapremo meglio in autunno quando verranno pubblicati i dati sull’andamento dell’intensita dell’energia per unità di prodotto. Intanto conosciamo che la riduzione dei consumi di energia per il settore manufatturiero si ripartisce in modo non omogeneo fra le diverse fonti di produzione. Ad esempio l’unica fonte di approvvigionamento che ha visto crescere il suo output è quella delle Biomasse con una crescita del 17% (a fronte della riduzione media del 10%) e, andando a scovare ancora, è l’impiego dei rifiuti agricoli a crescere in modo più impetuoso (+80% e oltre). Anche l’impiego delle altre fonti rinnovabili è cresciuto nel periodo di circa il 25%, ma bisogna rilevare come il suo peso complessivo fra le fonti di approvvigionamento dell’industria americana è ancora irrilevante (inferiore all’1%). Se prendiamo in considerazione le più tradizionali fonti di approvvigionamento il gas natuale è sceso di quasi il 2%, il carbone del 9% mentre il petrolio ha avuto una riduzione più significativa arrivando al 16%. Complessivamente il consumo di energia elettrica indipendendentemente dalla sua fonte di produzione è sceso del 13%. Il report è stato rilasciato dall’Eia (www.eia.gov) che  in autunno fornirà ancora maggiori dettagli in relazione ai consumi per settore produttivo e per aree geografiche insieme al già citato trend relativo all’intensità di consumi energetici per output di produzione che è il vero indicatore relativo all’andamento dell’efficenza energetica.

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