RIO + 20: alla ricerca del bicchiere mezzo pieno

Avevamo promesso qualche informazione ed il nostro pensiero riguardo la conclusione della Conferenza delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibileche si è tenuta a Rio. Conferenza chiamata RIO+20 proprio per ricordare i 20 anni passati dalla più celebre fra le tante conferenze che in questi anni hanno cercato di affrontare con un approccio condiviso  la sfida della crescita sostenibile e dei cambiamenti climatici. L’opinione pubblica internazionale ed in particolare le organizzazioni ambientalistiche hanno dato un giudizio molto negativo di questi risultati.

A loro parere il testo finale è solo un lungo elenco di aspirazioni e di buoni propositi, ma poi non sono previsti piani di azione, obblighi cogenti e finanziamenti per sovvertire la direzione verso cui il nostro modello di sviluppo sembra ancora indirizzato.

Troppe divisioni politiche fra governi ciascuno preoccupato a difendere la propria immagine nei confronti di elettori oggi particolarmente sensibili agli effetti della crisi economica, per non parlare poi del ruolo svolto dalle lobby dei settori industriali più compromessi. Questa è la visione prevalente.

C’è però, per chi ha voglia di andare a leggere con maggiore attenzione fra i commenti degli addetti ai lavori, un filone di pensiero che non considera così negativa ed inutile questa conferenza. Per costoro infatti, se sono mancati accordi globali in grado di segnare un punto di svolta definitivo nella lotta ai cambiamenti climatici, rimangono importanti risultati, in grado di determinare una accellerazione degli impegni e dei risultati ottenuti da quelle nazioni e da quelle imprese che hanno ormai scelto lo sviluppo sostenibile come guida delle loro strategie. E ce ne sono.

Insomma RIO+20 ha permesso di concretizzare una serie di impegni e di accordi bilaterali e multilaterali fra paesi, istituzioni finanziarie, organizzazioni e sopratutto imprese che hanno riempito di contenuti significativi l’agenda finale del summit al di là della vaghezza del documento finale.

Gli esempi possono essere molti, ma l’esempio più citato è quello che riguarda la diffusione delle energie rinnovabili nei paesi in via di sviluppo su cui si è particolarmente impegnato il governo brasiliano e che ha trovato molti sostegni concreti dal mondo delle imprese.

Come altre volte abbiamo sottolineato a quanto pare le imprese, o almeno quella parte di loro meno coinvolta nei modelli piu “insostenibili”, sembra essere più avanti e più impegnata dei governi e delle amministrazioni pubbliche (a parte forse quelli europei).

In definitiva se torniamo al nostro agire quotidiano di chi cerca una strada per coniugare sviluppo e sostenibilità, benessere e rispetto dell’ambiente la Conferenza di RIO+20 può guardata sia come una occasione in parte perduta, sia come stimolo e conferma che la direzione che abbiamo scelto è quella giusta. E di questi tempi è già molto!
Per scaricare il documento finale fare click qui

Siamo arrivati anche quest’anno alla pausa estiva della nostra newsletter ed anche il  nostro blog sarà aggiornato con minor frequenza. Ci proponiamo di riprendere il nostro appuntamento quindicinale il 4 settembre. Auguriamo a tutti i nostri lettori un felice periodo di ferie. Nel frattempo potranno succedere molte cose, ma l’impressione è che nessuno possa aiutarci … tranne noi.

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