La rivoluzione verde viaggia su due ruote

L’articolo di apertura del blog di questa settimana prende le mosse per una volta da una notizia appena apparsa sui giornali italiani che ha attirato la mia attenzione e che vi comunico nel caso vi sia sfuggita o l’abbiate sottovalutata. Nel nostro paese, per la prima volta dal dopoguerra, nel 2011 sono state vendute più biciclette che auto; una differenza minima (1.750.000 bici contro 1.1748.000 auto ) ma significativa visto che solo nel 2004 la differenza a favore delle auto era superiore al 30%.

Sappiamo bene che questo sorpasso avviene sopratutto a causa della forte crisi del settore automobilistico ma è indubbio che il dato può segnare un cambiamento rilevante anche nei modelli di comportamento dei nostri concittadini rispetto alla mobilità e quindi più in generale ai costi e alla sostenibilità degli spostamenti specie se urbani.

Certo c’è ancora tantissimo da fare in Italia se si osservano questi dati con una prospettiva almeno europea. Basti pensare che mentre in Italia il 3,8% degli spostamenti urbani avviene in bici la media EU è quasi del 10% per non parlare dei Paesi Bassi dove arriviamo al 27% . Ma lì, lo sappiamo, è un altro mondo.

Posso dire con soddisfazione che come Greenactions abbiamo intercettato questo trend con lo sviluppo di un progetto per un sistema di bike sharing che rappresenta la modalità più organizzata nell’uso della bicicletta come mezzo per la mobilità cittadina. La nostra attuale esperienza in questo mercato  mi permette di aggiungere una considerazione ai dati prima presentati.

Se la domanda di spostamenti su due ruote o comunque con mezzi a basso costo e basso impatto ha un trend molto positivo c’è da dire che l’opportunità di mercato futuro  per aziende italiane innovative può essere ancora maggiore visto che per ora le soluzioni e sopratutto i prodotti presenti sono quasi esclusivamente, di importazione.

Tanto è vero che se la vendita di biciclette ha superato quella delle auto, stesso risultato lo abbiamo anche per i tempi di attesa quando si chiedono quantitativi che non sono già disponibili nei canali distributivi. Passano mesi, quelli che servono ad un container a viaggiare per mezzo mondo via mare!

Se l’articolo è stato di tuo interesse, visita il nostro sito: www.greenactions.it ed iscriviti alla newsletter gratutita.

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