Come trasformare un azienda vinicola in un modello di sostenibilità: il caso Parducci

Vi raccontiamo la storia di una trasformazione. Quella di un’azienda vinicola tradizionale gestita per anni senza porre attenzione allo sfruttamento del suolo,  servendosi di  sostanze fertilizzanti inquinanti e senza alcun riguardo all’utilizzo corretto dell’acqua e dell’energia. Un cambio di proprietà ha permesso la sua riconversione verso un modello di agricoltura più sostenibile, ed i risultati sono stati sorprendenti.

Il caso riguarda l’azienda vitivinicola americana Parducci che ha sede ad Ukiah nello stato della California. Fino al 2002, anno in cui fu acquistata dalla famiglia Thornhill, essa era stata gestita utilizzando le metodologie e gli strumenti dell’agricoltura tradizionale. Venivano utilizzati regolarmente  erbicidi, fungicidi e pesticidi a base di petrolio e questa pratica aveva impoverito le viti. In più, le acque reflue erano state  inquinate scaricandovi gli scarti della fermentazione del vino. La riconversione dell’azienda è durata circa otto anni, periodo in cui la famiglia Thornill ha trasformato la cantina Parducci in un modello per l’applicazione delle pratiche di agricoltura biologica.

Oggi, tutta l’energia necessaria per la sua gestione proviene dal sole o dal vento.  I concimi a base di petrolio sono stati sostituiti dall’utilizzo di letame e sansa (ovvero semi d’uva scartati, pelli e graspi). Anche le etichette apposte sulle bottiglie  di vino sono  in carta riciclata al 100% così come le scatole delle confezioni; tutti gli inchiostri sono a base di soia o acqua. I veicoli e le macchine agricole funzionano grazie all’utilizzo di biodiesel.

Ma una delle sfide più grandi è stata quella rivolta a rendere più efficace l’utilizzo dell’acqua. Precedentemente i vigneti venivano irrigati  tre giorni a settimana, senza fare alcuna distinzione,  semplicemente  perché  questo era il modo in cui ciò era sempre fatto  in oltre 80 anni di gestione dell’azienda. Thornhill  ha creato un nuovo sistema grazie all’utilizzo di  27 nuovi tensiometri, che misurando l’umidità del suolo con una precisione millimetrica, permettono ora di capire quando i vigneti hanno davvero bisogno di essere irrigati. Ciò ha permesso la riduzione dell’utilizzo dell’acqua di circa il 20% ed un gran bel risparmio. E soprattutto, secondo quanto affermano esperti enologi, dal cambio di gestione il vino di Parducci è molto più equilibrato ed offre una piacevole e bilanciata miscela dei suoi sapori.

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