Abitazioni con climatizzazione naturale. Non è un sogno se si impara dalla natura

Abitazioni in grado di mantenere stabili le condizioni interne di temperatura, umidità e di illuminazione senza ricorrere a costosi impianti meccanizzati che consumano energia ed elettricità? Un sogno non realizzabile? In realtà si tratta di un’opportunità che è possibile concretizzare imparando dal funzionamento della natura. Ed investendo in ricerca e sviluppo.
Ogni anno gli immobili utilizzano quasi il 40% dell’energia che viene consumata; il 64% di questa quota viene impiegato dagli impianti di condizionamento, riscaldamento e di ventilazione meccanizzata per mantenere un clima adeguato a vivere e lavorare. Negli ultimi anni sono stati fatti significativi passi avanti per rendere abitazioni ed uffici più efficienti riducendo il loro fabbisogno di energia. Nonostante questo i materiali prodotti dall’uomo fino ad ora non sono in grado di replicare ciò che alla natura riesce da sempre.

Si chiama omeostasi ed è la capacità di autoregolare il proprio corpo a seconda delle condizioni esterne di calore, di luce di pressione e di acidità (ph). Ci riesce il corpo umano, sommo grado di evoluzione naturale, ma anche l’ameba. Imparando ad osservare i meccanismi della natura però l’uomo è in grado, con uno sforzo di ricerca ed innovazione, di replicarne in qualche modo il funzionamento.

Le Universita di Harward e di Pittsbourgh insieme con l’Istituto Hansyorg Wiss per l’Ingegneria ispirata dalla biologia (un nome un programma) sono riusciti ad ottenere alcuni risultati concreti dopo un paio di anni di ricerca. Ad esempio un gel in grado di reagire alla riduzione della temperatura esterna producendo calore. Si tratta ancora della fase di laboratorio eppure i ricercatori sono convinti che nel giro di tre-cinque anni il prodotto potrebbe arrivare alla fase di commercializzazione ed essere applicato per esempio alle finestre.

Quello che è poi particolarmente interessante è che il design alla base di questo gel è stato realizzato studiando l’infinità serie di feedback circolari che determinano la capacità di adattamento degli esseri viventi.

Può essere considerato quindi come il prototipo di una intera gamma di prodotti e soluzioni in grado di permettere all’immobile di mantenere stabile il clima interno senza utilizzare impianti e macchinari e sopratutto energia fossile.Per passare alla fase di industrializzazione bisognerà valutare anche l’aspetto della convenienza economica oltre che quelli della durabilità ed affidabilità.

La possibilità di fare a meno dei costi dell’energia e dei costosi impianti di climatizzazione (ma anche il settore dell’illuminazione potrà essere interessato da queste nuove soluzioni) fa però pensare che insieme ai vantaggi ambientali anche significative opportunità economiche potrebbero essere colte dai nuovi materiali per l’edilizia autoregolanti.

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