In California si sceglie sugli organismi geneticamente modificati

Nel mese di Novembre i cittadini della California decideranno tramite un referendum se approvare o meno una proposta di legge che va sotto il nome di Proposition 37. Il risultato di questa votazione è attesa con grande partecipazione a livello nazionale perchè riguarda l’obbligo di indicare con una etichetta sul packaging dei prodotti alimentari la presenza di Organismi Geneticamente Modificati (OGM). Contro questa proposta di legge si stanno battendo con forza le principali aziende del settore.

I supporter della Proposition 37 sostengono la loro iniziativa con una serie di argomentazioni: la maggioranza dei consumatori vuole conoscere il contenuto dei prodotti acquistati, molte delle nazioni (oltre 50 ) partner commerciali della california e degli Stati Uniti adottano già una norma di questo tipo e si favorirebbe la competitività della filiera organica o naturale che pesa già per il 25% dei consumi alimentari del paese.

Ma l’opposizione dei principali produttori è particolarmente agguerita. Grandi corporations sia del settore alimentare che chimico come Monsanto e DuPont hanno deciso di investire l’ingente somma di 25 millioni di dollari per contrastare la proposta di legge in un’iniziativa di comunicazione e di lobbing chiamata NO on 37.

Secondo queste aziende l’imposizione per legge della informazione sulla presenza degli OGM sarebbe una iniziativa ingannevole avrebbe come risultato l’aumento dei prezzi e delle tasse e l’aumento della burocrazia pubblica. Non ci dovrebbe essere nessun obbligo ad indicare la presenza degli organismi geneticamente modificati, ma questo non impedirebbe alle aziende che vogliono rivolgersi ai consumatori più consapevoli di informarli adeguatamente. Insomma si dovrebbe lasciare libero il mercato di trovare le sue soluzioni.

L’attuale confronto sugli OGM ha avuto un precedente nello Stato Californiano a cui guardano con diverse valutazioni entrambi gli schieramenti. Alcuni anni fa infatti è stata introdotta una legge che obbligava le aziende ad informare circa i componenti chimici potenzialmente pericolosi presenti nei prodotti commercializzati. L’applicazione della legge ha determinato da una parte la progressiva riduzione o eliminazione di tali componenti dall’altra ha determinato una lunga serie di controversie legali fra consumatori ed aziende che sono costate parecchie milioni di dollari. Gli oppositori della Proposition 37 puntano sulla preoccupazione che in un periodo di grande crisi economica e di difficolta delle famiglie le ricadute dei nuovi obblighi finiscano poi per scaricarsi su aumenti di prezzo e quindi maggiori difficoltà per i consumatori più deboli riducendone i consumi.

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