Le aziende petrolifere non investono sulla sostenibilità

Uno studio recente della società tedesca di ricerca Oekom (www.oekom-research.com) dimostra che gli sforzi compiuti dalla società di estrazione di gas e petrolio sono ancora largamente insufficenti in termini di sostenibilità ambientale e sociale. In particolare si lamenta la mancanza di obiettivi di riduzione degli impatti sull’ambiente, la scarsa trasparenza dei dati forniti e la parmanenza delle pratiche di  corruzione.

A quanto pare questo comportamento sarebbe determinato sia dalla scarsa o insufficente motivazione dei precedenti proclami ambientalisti, sia dalla spasmodica ricerca di nuove fonti di approvvigionamento mentre le riserve tradizonali stanno progressivamente arrivando ad esaurimento.E spesso lo sfruttamento di queste nuovi giacimenti non convenzionali come le sabbia bituminose sono caratterizzate da maggiori emissioni di gas serra.

Lo studio della societa tedesca di ricerca prende in considerazione 149 società di estrazione petrolifera, ma solo 9 di queste rispondono ai criteri minimi fissati dalla stessa Oekem per legittimare una gestione della sostenibilità . Ad esempio soltanto tre di queste, fra cui la Total, hanno fissato obiettivi di riduzione dei gas effetto serra. Appare chiaro che in questo momento le società del settore sono impegnate sopratutto a dimostrare agli azionisti la capacità di ricerca di nuovi riserve e giacimenti qualsiasi impatto ambientale questo possa determinare (si pensi anche alla esplorazione dell’Artico e delle acque profonde del Golfo del Messico).

Un’altro tema è quello della corruzione. Sempre dalla ricerca tedesca risulterebbe che il 40% delle aziende del settore abbia messo in opera comportamenti non legali atti a ridurre le regole della concorrenza e a rendere meno trasparenti le proprie attività all’opinione pubblica in specie ovviamente per quanto riguarda gli effetti sull’ambiente e sulle comunità locali. Questo nonostante la firma di trattati internazionali sull’argomento che però evidentemente restano sulla carta. La mancanza di trasparenza dei comportamenti delle società petrolifere viene dimostrato anche da un’altra ricerca della Ceres sui comportamenti di 10 delle più grandi aziende petrolifere.

Entrambe le ricerche arrivano infine alla stessa conclusione. Ben difficilmente possiamo aspettarci spontaneamente un comportamento sostenibile dalle aziende del settore petrolifero che dovranno essere “guidate” su questa strada dall’intervento del legislatore tramite regolamenti più stringenti e l’eliminazione dei vantaggi fiscali ancora presenti.

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