Ad Ecomondo gli Stati Generali della Green Economy


Che l’ultima edizione di Ecomondo fosse più vivace del solito si capiva anche dalle lunghe  file in auto per arrivare ai parcheggi. Negli stand uno spazio particolare lo hanno trovato soluzioni e prodotti per le smart cities. Botta e risposta fra visitatore e venditore “Ma spiegami un pò, cosa è ‘sta storia delle smart cities”.  “Sai , la solita idea furba di quelli del marketing ….”In effetti quello delle città intelligenti è il nuovo mantra con il quale si giustificano anche cose ed idee gia viste, ma che sta generando anche tanta innovazione come ad esempio gli accumulatori proposti da Loccioni che possono permettere alle energie rinnovabili e alle smart grid di coalizzarsi efficentemente per generare  un nuovo modello di produzione e consumo dell’energia.

Ma l’edizione 2012 di Ecomondo rischia di essere ricordata come quella della costituzione degli Stati Generali della Green Economy italiana. Si tratta di un progetto che in pochi mesi ha aggregato l’impegno  di 39 organizzazioni imprenditoriali ed ambientalistiche, e di  istituzioni pubbliche attorno all’obiettivo di dare finalmente un programma ed una struttura organizzativa alla economia verde del nostro paese; passaggio indispensabile per uscire dalla doppia crisi economica ed ambientale.

Sono stati costituiti alcuni gruppi di lavoro (in Italia non mancano mai) che hanno discusso e condiviso lo stato dell’arte dei settori principali che danno vita alla Green Economy: l’ecoinnovazione, il riciclo e riutilizzo dei materiali, l’energia rinnovabile, l’efficenza energetica, i servizi ambientali (cioè la salvaguardia del capitale naturale), la mobilità, la filiera agricola sostenibile ed ultima ma non ultima la finanza green (i soldi servono sempre di qualsiasi colore siano le idee).

Il risultato di questo lavoro è stato una utile documentazione di approfondimento e sopratutto 70 proposte concrete che possono rappresentare, come molti hanno sostenuto, la base per realizzare finalmente una politica industriale (quella che manca da decenni ) che si basi sui valori della green economy italiana.

Per due giorni le tesi degli Stati Generali sono stati discussi da speakers anche di grande rilievo istituzionale in una sala sempre molto affollata (fra questi il Ministro per l’Ambiente Clini ed il superministro Passera, personaggio forse un pò ruvido e magari non tanto green ma che mi sembra ha il pregio di parlare chiaro). Fra gli altri molto apprezzabile l’intervento del presidente di Lega Ambiente che ha ricordato come il documento finale degli Stati Generali non dia adeguato rilievo ad un prerequisito essenziale per realizzare una economia sostenibile nel nostro paese: la Legalità.

L’impressione finale che ho avuto è che probabilmente un passo decisivo è stato fatto. La Green Economy viene ormai riconosciuta da una parte maggioritaria delle istituzioni e del sistema economico come strada maestra per il rilancio del nostro paese proprio per i vantaggi competitivi su cui ancora possiamo contare (cultura, tradizoni, capacità innovativa, design). E sopratutto ha ormai assunto un rilevo ed un profilo competitivo facilmente riconoscibile, basta muoversi per una sola giornata fra gli stand di Ecomondo.

So che molti si stanno già rimproverando di non aver partecipato a questo evento, ma posso contenere almeno in parte la vostra frustrazione consigliandovi di visitare il sito www.statigenerali.org dove potrete scaricare il lavoro delle varie commissioni e sopratutto le 70 proposte per la nuova politica industriale Green.

A chi proprio non vuole restare indietro sottolineo anche  il documento da scaricare nella sezione degli approfondimenti della nostra newsletter ( per chi non fosse iscritto, fatelo qui www.greenactions.it) che riguarda le convergenze in atto in macro settori industriali proprio per seguire le esigenze delle nuove smart city (che non sono solo invenzioni di quelli del marketing).

Se l’articolo è stato di tuo interesse, visita il nostro sito: www.greenactions.it ed iscriviti alla newsletter gratutita.

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