Sempre più trasparenza e collaborazione nelle relazioni di fornitura

Trasparenza e collaborazione sono le linee guida seguite da alcune grandi aziende che recentemente si sono trovate a condividere con la pubblica opinione le strategie implementate per affrontare minacce potenziali alla loro immagine e alle loro vendite. Tali minacce riguardano la sostenibilità sociale ed ambientale della loro filiera di fornitura che si allunga soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

Un esempio è quello di Sprint Nextel Corporation, colosso americano delle telecomunicazioni che ha visto recentemente scendere legittimi sudori freddi lungo la schiena degli addetti alle pubbliche relazioni. Il  nome della compagnia è comparso in una lista di clienti di alcuni fabbricanti cinesi dove molti  decessi fra gli operai erano stati provocati dalla produzione di batterie al piombo acido. La compagnia scoprì successivamente di essere stata inclusa per errore nella lista, ma lo spavento (risolto con una pronta azione legale) fece capire al management aziendale l’importanza di conoscere cosa realmente succedesse nelle fabbriche dei propri fornitori e quanto questo fosse in linea con gli standard delle normative occidentali.

I passi della Sprint verso i suoi fornitori sono dunque stati: chiarezza sugli standard lavorativi richiesti, richiesta di trasparenza senza atteggiamenti punitivi, collaborazione attiva per migliorare i comportamenti e premi per coloro che ottengono i migliori risultati.

Stessa richiesta di trasparenza e collaborazione con i fornitori c’è in H&M (una delle maggiori catene di distribuzione nell’abbigliamento seconda solo a Zara) la cui attenzione alla sostenibilità sociale ha avuto un forte impulso in seguito agli scioperi e alle contestazioni affrontate in Bangladesh, dove produce un quarto dei capi venduti, a seguito della morte di decine di operai nelle fabbriche di tessuti.

La collaborazione con i produttori agricoli di cacao per aumentare la loro produzione e quindi il loro reddito riveste un duplice valore per la Mars, multinazionale del largo consumo. Da una parte le permette di contrastare efficacemente la piaga del lavoro minorile che è stato dimostrato è tanto più diffuso quanto basso è il reddito dei coltivatori, dall’altra si prepara a contrastare la caduta di produzione mondiale di cacao (un milione di tonnellate , circa un quarto del totale attuale) che è stata prevista nei prossimi dieci anni a causa dei cambiamenti climatici.

Shock inaspettati, relazioni sociali e problemi produttivi tutte occasioni sufficenti per muovere le filiere produttive lungo la strada della sostenibilità.

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