Il settore della plastica critica gli effetti delle nuove Green Guides

La definitiva pubblicazione da parte della Federal Trade Commission delle Green Guides, le regole guida da rispettare per evitare comunicazioni ingannevoli di prestazioni e benefici ambientali, non poteva non attirare l’attenzione dei produttori e di conseguenza le loro critiche. Una delle prime a pronunciarsi è stata un’ organizzazione del settore della Plastica (Pec – Plastic Environmental Council) che considera alcune prescrizioni delle Green Guides in grado di creare confusione presso i consumatori e di scoraggiare i produttori.

Come si ricorderà anche noi ci siamo appena occupati della presentazione al pubblico delle nuove Green Guides, salutate in realtà dalla maggior parte degli addetti ai lavori  come un importante passo avanti verso la chiarezza ed il contenimento del greenwashing. Uno dei passaggi fondamentali delle Green Guides è la messa al bando dei messaggi pubblicitari che comunicano generali e generiche prestazioni ambientali (“amico dell’ambiente”, naturale etc ) che non sono appoggiate da solide argomentazioni scientifiche.

Uno dei termini più abusati in questa categoria è proprio quello della degradabilità. Le nuove norme affermano che si può utilizzare il termine degradabile solo se il messaggio indica chiaramente cosa è degradabile (il packaging, il prodotto o parte di esso), se è esplicita la filiera di smaltimento in cui questo processo si attua ed il tasso e l’estensione del degrado (tipo: l’80% entro 5 anni).  In assenza di un messaggio qualificato in questo modo chi comunica deve chiaramente provare che il prodotto si degrada completamente entro un anno.

Secondo Pec questa determinazione risulta troppo stringente e si basa non tanto sui tempi reali di degradazione ambientale dei prodotti (che dovrebbe realizzarsi entro una decina di anni al massimo) ma sulle aspettative dei consumatori che ritengono un prodotto biodegradabile solo se questo processo si realizza entro un anno.
Sempre secondo PEC si finisce per scoraggiare i produttori a comunicare prestazioni di biodegradabilità comunque migliorative ed interessanti per il consumatore.

Pareri interessati ovviamente, ma sarebbe un bel passo avanti avere questo dibatitto anche nel nostro Paese, soprattutto in maniera trasparente per il consumatore.

Se l’articolo è stato di tuo interesse, visita il nostro sito: www.greenactions.it ed iscriviti alla newsletter gratutita.

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