Rischio Acqua: il Carbon Disclosure Project sente il polso alle aziende

water-tapE’ stato da poco pubblicato il report di Carbon Disclosure Project (CDP) sul rischio acqua. E’ cresciuta nelle grandi corporations internazionali la consapevolezza che i problemi connessi alla gestione delle acque (dalla siccità alle inondazioni) rappresentano una minaccia per i loro bilanci, mentre politiche attive per la salvaguardia delle stesse possono rappresentare  opportunità commerciali. Nonostante ciò incerti sono i passi avanti in termini di iniziative concrete e di informazione sulla valutazione dei rischi per la comunità finanziaria.

Carbon Disclosure Project è una organizzazione che da anni si occupa di redigere significativi report informativi destinati in particolare alla comunità finanziaria e riguardanti la misurazione, la valutazione e gli interventi concreti delle grandi corporations (le prime 500 a livello mondiale ) nei confronti dei principali rischi ambientali. Come il nome informa esaurientemente il lavoro di reportistica è cominciato con l’assesment dei comportamenti nei confronti dei gas serra e da pochi anni si è passati anche all’ormai evidentemente problema dell’acqua, bene sempre più scarso , inquinato e pericoloso.

Ecco alcuni dei dati principali su cui riflettere. Innazitutto il numero di aziende che ha risposto alla richiesta di CDP e Deloitte di fornire informazioni sui comportamenti nei confronti del rischio acqua è di 185 su 500 consultate (ripetiamo le più grandi). Di queste il 53% nel 2012 contro il 35% del 2011 ha avuto nell’anno esperienze di impatti economici negativi per problemi derivanti dall’acqua (inquinamento,inondazioni,scarsità e cosi via).

Queste esperienze hanno accresciuto il numero delle aziende che vedono nell’acqua un fattore di rischio per il proprio business nel medio lungo periodo (68% ) e che posizionano questa eventualità entro il 2017 (62%). Altra faccia della stessa medaglia è la crescita di coloro che vedono opportunità commerciali nella migliore gestione dell’acqua (68% contro il 59% dell’anno prima).

La maggiore consapevolezza non corriponde però ad una maggiore trasparenza verso la comunità finanziaria dei rischi connessi (due terzi delle aziende rispondenti dichiarano di non produrre assesment adeguati) come pure sostanzialmente stabile è il coinvolgimento degli alti livelli dirigenziali in piani strategici riguardanti la risorsa acqua, mentre in lieve calo addirittura la % di aziende che fissano obiettivi concreti a riguardo (dal 57% al 55%).

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