Il fine anno fra le nuove regole per il marketing verde e gli impegni mancati di Doha


Il 2012 sta volgendo al termine. Nel corso dell’anno abbiamo cercato di dare conto sui cambiamenti che il trend della sostenibilità sta determinando nel mondo del business. Nonostante le difficoltà indotte dalla crisi economica che ancora pesa soprattutto nei paesi occidentali abbiamo visto che non sono declinati gli investimenti e l’impegno del imprese alla ricerca di un minore impatto sull’ambiente dei loro processi di produzione.

Molte ricerche di mercato ci confermano inoltre che nonostante tutto è rimasta alta l’attenzione dei consumatori per le imprese ed i prodotti che perseguono con costanza e credibilità obiettivi concreti di responsabilità sociale ed ambientale (a questo proposito sarei curioso di conoscere la reazione dei consumatori europei che hanno recentemente scoperto che quasi tutte le “magiche” corporation dell’economia digitale sfruttando i “buchi” delle legislazioni nazionali riescono a pagare tasse ridicolmente basse sui loro profitti. Il fatto che sia legale non significa che questa sia una pratica sostenibile no?).

Recentemente abbiamo dedicato maggiore attenzione alla definitiva entrata in vigore delle Green Guides americane che disciplineranno  in che modo dovrano essere pubblicizzati e comunicati brand e prodotti che puntano su reali o presunti vantaggi ambientali. Man mano che vengono approfondite le implicazioni di questa nuova legislazione ci si accorge che porterà cambiamenti radicali nel modo di comunicare le performance ambientali.

Come ormai sappiamo saranno messe in crisi le generiche enunciazioni che non trovano riscontro con caratteristiche e performance giustificate da solide basi quantitative (un richiamo di concretezza per i marketer). Anche i brand ed i logo che incorporano qualificazioni come “green” o “amico della natura” vengono messi fortemente in discussione.

L’invito anche per le aziende italiane è di prendere in considerazione queste ultime novità perchè è molto probabile che questo approccio finirà con informare anche i principi di comunicazione nel nostro paese o nel nostro continente (sempre che non debbano comunicare già negli Stati Uniti). D’altronde una maggiore serietà e rigore vengono fortemente richiesti proprio dai consumatori che di fronte a tante affermazioni generiche e poco credibili finiscono per essere meno convinti a ricercare una maggiore sostenibilità della loro spesa.

L’anno si chiude però, e duole dirlo, con gli assai deludenti  risultati della Conferenza di Doha sui cambiamenti climatici. Proprio i governi dei Paesi maggiormente responsabili della emissione dei gas serra sono fortemente restii a mettere per iscritto l’impegno per evitare o meglio attenuare gli effetti del riscaldamento globale.  Ma questo non deve indurci a demordere nel nostro impegno perchè gli effetti sarebbero troppo gravi e perchè come ormai si ripete sempre più spesso anche in Italia, l’innovazione sostenibile è davvero l’unica strada per uscire dalle due crisi, quella ambientale e quella economica.

Questa è l’ultima edizione della nostra newsletter per il 2012. Riprenderemo a Gennaio anche con l’aggiornamento del ns blog.

I migliori auguri dello staff di Greenactions e miei personali per un felice Natale e per un 2013 finalmente soddisfacente per tutti voi e, consentitemelo, anche per il nostro Paese.

Se l’articolo è stato di tuo interesse, visita il nostro sito: www.greenactions.it ed iscriviti alla newsletter gratutita.

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