Anche all’editore è richiesto di essere sostenibile

open bookLa celebre casa editrice americana HarperCollins, di propietà del Gruppo Murdoch è stata messa pubblicamente sotto accusa dall’organizzazione ambientalista Rainforest Action Network (RAN) a seguito di alcuni test che avrebbero dimostrato l’utilizzo di fibre di carta vergine proveniente da foreste pluviali minacciate dall’estinzione. La società editrice ha contestato le accuse ma si è detta pronta a realizzare maggiori controlli sulla sua filiera di fornitura.

L’accusa di RAN all’azienda editrice americana di proprietà del più grande network editoriale mondiale è stata originata da una serie di test che avrebbero dimostrato l’impiego di fibre vegetali vergini provenienti dalle foreste pluviali dell’Indonesia; in particolare si tratta di un mix di legno duro tropicale  e di fibre di acacia ad alto rischio di estinzione. L’organizzazione ambientalista ha chiesto ad HarperCollins di cessare l’impiego di queste materie prime. La posizione di HarperCollins è indebolita dall’essere l’unica fra le grandi società editrici internazionali ad aver rifiutato di firmare un impegno per eliminare l’uso di fibre vergini provenienti da foreste minacciate dall’estinzione. Inoltre a quanto pare la filiale inglese della stessa casa editrice applica pratiche di fornitura più sostenibili.

L’azienda ha comunque contestato i risultati dei Test di RAN affermando che da febbraio 2012 ha cessato di utilizzare fibre provenienti dall’Indonesia e sostanzialmente utilizza le stesse fonti di fornitura delle altre principali società editrici amercane, avendo scartato fra l’altro la relazione con un paio di società indonesiane particolarmente contestate per le pratiche assai poco attente all’ambiente. In più lo scarso feeling con RAN sembra confermato dal fatto che HarperCollins avrebbe richiesto alla organizzazione ambientalista di fornire i test su cui si basano le accuse senza però ricevere risposta o collaborazione.

HarperCollins è solo l’ultima di una lunga serie di aziende editoriali che hanno ricevuto le reprimende di RAN, fra queste anche la stessa Disney che però oggi, in buona compagnia, collabora attivamente con l’Organizzazione Ambientalista per lo sviluppo di pratiche e metodiche finalizzate alla conservazione dell’ambiente naturale.

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