Un Omaggio alla Memoria


Che relazione può esserci fra la Shoah, le celebrazioni del Giorno della Memoria ed i temi della sostenibilità e della responsabilità sociale ?

Una domanda a cui cerco di dare una risposta da quando ho interrotto il mio tentativo di scrivere questo post, per farmi coinvolgere dalle emozioni di un film: “La chiave di Sara“, che rivive le immani tragedie di quel periodo e, più insolitamente, il peso insopportabile che quelle stesse hanno scaricato sui sopravvissuti nei decenni successivi. Quel che ne è uscito fuori vuole essere solo un piccolo, forse irriverente, contributo al Ricordo di quegli eventi.

La Chiave di Sara, alternando memoria e presente, fa rivivere le brutalità, le connivenze ed i piccoli atti di coraggio di quei terribili giorni, e  getta una luce sul processo di “rimozione” che negli anni e nei decenni successivi ha permesso alle singole persone ed all’umanità nel suo complesso di tornare a vivere senza fare i conti con quello che era realmente successo. Un processo di difesa che non poteva salvare tutti i sopravvissuti e che soprattutto non ci tutela dal ripetersi di una tragedia di tale portata.

Ma torniamo alla domanda di partenza; c’è qualche relazione, qualche insegnamento che possiamo cogliere da questi momenti drammatici della storia umana per affrontare i processi di cambiamento necessari  per superare la crisi ambientale e sociale che stiamo vivendo? Nessun paragone, per fortuna, dal punto di vista della portata delle sofferenze umane, ma qualche assonanza forse esiste.

Ad esempio guardando alle cause comuni penso al mancato riconoscimento del ruolo determinante  che la Diversità, sia essa naturale che umana e sociale, svolge per provocare la crescita e lo sviluppo dell’ambiente in cui viviamo. Un caos “organizzato” che ad ogni parte del sistema dà un suo ruolo ed una sua importanza e che nessun tentativo umano può guidare o selezionare sulla base delle nostre insufficenti competenze. Una diversità quindi che è ricchezza e va assolutamente preservata.

Oppure se penso alle condizioni che possono determinare la consapevolezza circa i fenomeni che si vogliano contrastare, vedo il ruolo  della “trasparenza radicale”. Processo attraverso il quale vengono svelati tutti gli aspetti del problema senza reticenze. Questo da una parte può significare il coinvolgimento delle autorità e degli stessi cittadini non ebrei (francesi in questo caso), che troppo velocemente si sono tirati fuori dalle responsabilità della tragedia, e dall’altra il riconoscimento da parte di chi produce o consuma beni e servizi dei problemi ambientali da essi provocati  e la comunicazione di quali sono gli interventi programmati per ridurli. Nessuna rimozione e nessuna sottovalutazione.

C’è un altro aspetto che riguarda la comunicazione. Quando le dimensioni di un fenomeno sono troppo grandi, e nel caso della Shoa troppo terrificanti, la mente umana tende a difendersi con un processo di rimozione o di generalizzazione…. ” tutto questo non può riguardare me” . Sono invece le piccole storie individuali, gli effetti immediati e più vicini alla nostra realtà e comprensione, che superano meglio le barriere difensive e riescono a mutare la nostra consapevolezza ed i nostri comportamenti. Conoscere una  storia come quella  di Sara vale forse molto di più di tante rievocazioni.

Valutazioni simili per fenomeni pur molto diversi, e qui mi collego ai contenuti della newsletter odierna, sono alla base dei progetti portati avanti da Unilever ed H&M, che cercano il coinvolgimento dei loro clienti sui piccoli atti quotidiani. Riciclare abiti usati o contenere la produzione dei rifiuti familiari produce dei risultati tangibili e sopratutto offre una esperienza immediata e tangibile dei miglioramenti che si possono ottenere.

Quel che possiamo fare oggi perchè sia sempre meno possibile il ripetersi di una tragedia anche simile a quella della Shoah, è portarsi dentro il ricordo di una delle tante piccole persone come Sara che, incolpevoli, la hanno vissuta fino in fondo.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Editoriali e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...