Premiati e puniti nella corsa alla riduzione dell’effetto serra

climatecLa crisi economica non ferma le aziende più competitive e più impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici. Questa la sintesi dei risultati contenuti nella settima edizione del report di Climate Counts 2011-2012 che valuta le strategie ed i risultati delle principali aziende mondiali in termini di riduzione dei gas effetto serra. Fra queste Unilever, UPS, Nike, Levi Strauss e l’Oreal sono riuscite nello stesso periodo a far crescere il fatturato in modo significativo, abbinando competitività e virtuosità ambientale .

Climate Counts è una organizzazione no profit che si prefigge di informare cittadini e consumatori sugli impegni che le grandi aziende stanno prendendo per contenere gli impatti dei cambiamenti climatici. La sua informazione è meno completa e dettagliata di quella proposta da altre organizzazione , come Carbon Disclosure Project (CDP) che si rivolge agli addetti ai lavori e alla comunità finanziaria . ma è maggiormente orientata al grande pubblico.

Le grandi società controllate e misurate da Climate Counts sono 145 e operano praticamente in tutti i settori dal food alla grande distribuzione, dall’information tecnology ai prodotti e ai giocattoli per bambini. I suoi report annuali si concretizzano in classifiche totali e per settore, dove un unico punteggio sintetizza i risultati ottenuti dalle aziende per una serie di variabiali come: la presenza di una strategia dichiarata contro il cambiamento climatico, la definizione di target specifici, la valutazione dei risultati raggiunti, la loro pubblicizzazione e cosi via.

L’ultimo Report pubblicato da poche settimana ha mostrato alcuni risultati interessanti. Innazitutto la % di aziende che hanno definito una  precisa strategia contro il cambiamento climatico si è accresciuta dal 25% al 66%. Nell’ultimo anno in particolare alcuni eventi climatici estremi (siccità ed uragani) sembrano aver reso di nuovo popolare e sensibile un tema che era stato offuscato dalla crisi economica.

Ovviamente i risultati variano anche da settore a  settore in funzione della pressione espressa dalla pubblica opinione. Ad esempio le aziende che producono giocattoli e beni per bambini sono probabilmente più impegnati sul fronte della sicurezza del prodotto  e forse per questo motivo i loro risultati sono fra i peggiori per la riduzione dei gas serra. Stesso discorso si può fare anche per le aziende del settore fast food dove la capacità di fornire cibo di sufficente qualità è la leva competitiva fondamentale . Fra le aziende con i peggiori risultati si scoprono anche alcuni brand molto affermati nella IT come ad esempio Apple, Amazon e Linkedin.

Per saperne di più il link al sito di Climate Count: http://climatecounts.org/ dal quale potrete scaricare anche il report oggetto del nostro articolo.

Se l’articolo è stato di tuo interesse, visita il nostro sito: www.greenactions.it ed iscriviti alla newsletter gratutita.

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