Impegni ed azioni concrete per diminuire la Co2

birra2In Gran Bretagna il marchio Becks, proprietà di Anheuser-Busch uno dei leader mondiali della birra, utilizzerà una nuova bottiglia di vetro con un  peso inferiore  alla  precedente di 20gr.  (in percentuale -11%). In questo modo saranno risparmiati  2,642 tonnellate di vetro e ridotte le emissioni di C02  di 1940 tonnellate l’anno. Un risultato che scaturisce dalle strategie e dagli impegni a favore della sostenibilità della multinazionale. 

Anheuser-Busch si propone, con il solito modo un pò pomposo dei report aziendali, di diventare “la migliore azienda di birra in un mondo migliore”. In attesa che tutto ciò avvenga , l’azienda ha fissato, e reso pubblici, una serie di target di riduzione dei principali impatti ambientali causati dalle sue aziende e dal ciclo di vita dei suoi prodotti.
Nel 2009 si è imposta di raggiungere entro il 2012, una serie di significativi risultati: -10% del consumo di energia per ettolitro di produzione  e dell’emissione di Co2; riduzione di 3,5 ettolitri di acqua consumata per ciascun ettolitro di birra prodotta, raggiungimento del tasso del 99% dei materiali riciclati (praticamente la totalità).
I primi consuntivi testimonierebbero che questi obiettivi sono stati raggiunti o superati. Nuovi obiettivi verranno fissati nella prima metà del 2013.

Nel frattempo in Gran Bretagna la stessa azienda è entrata a far parte del Courtauld Commitment sotto l’egida dell’agenzia governativa Wrap (Waste and Resources Action Programme). L’obiettivo generale del progetto è la riduzione dei rifiuti  e della C02 causati dalla filiera dei prodotti di largo consumo. A questo accordo volontario aderiscono un numero crescente (sono partiti in 29 nel 2010 per la seconda fase oggi sono 53) di aziende della distribuzione e della produzione. Sono impegnate a raggiungere anche in questo caso dei target di contenimento: la riduzione del 10% nelle emissioni di C02 derivanti dagli interventi sul packaging (minor peso, maggior contenuto di materiale riciclato e di riciclo), la riduzione degli sprechi di cibo nelle famiglie (-4%), la riduzione degli sprechi di prodotti e packaging nella catena distributiva (-5%). Gli obiettivi fissati nel 2010 dovevano essere raggiunti nel 2012.

I dati misurati ad ottobre indicavano un sostanziale rispetto degli impegni, e nel caso della riduzione dei rifiuti nella filiera distributiva  un significativo superamento del target. Interessante rilevare che nel sito della Wrap sono a disposizione  una serie di strumenti che le aziende del grocery possono utilizzare per raggiungere gli obiettivi del Courtauld Commitment. http://www.wrap.org.uk/content/tools-help-grocery-sector . Sono già in corso le attività per rilanciare la terza fase del progetto.

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