Moda e sostenibilità: un binomio compatibile per H&M

conscious collectionNel mese di Marzo è stato reso pubblico il rapporto annuale sulla sostenibilità di H&M. Il documento presenta risultatati interessanti e buone intenzioni. Probabilmente il contenuto più significativo è la lista dei fornitori che dimostra l’intenzione a spingere a fondo sul pedale della trasparenza.

H&M è certamente con Zara uno dei principali responsabili della affermazione dei prodotti di abbigliamento “fast mover” dal cortissimo ciclo di vita. Una moda molto apprezzata per la sua carica innovativa e per i prezzi accessibili, ma certamente più criticabile dal punto di vista ambientale e anche sociale per la scarsa “trasparenza” delle lunghe filiere di fornitura; responsabili dei bassi costi di produzione.

Le critiche che si sono progressivamente addensate su questo modello di business hanno spinto Corporation globali come H&M a cercare di rendere più sostenibile ed accettabile il proprio business. L’ultimo Sustainability Report dell’azienda dà una misura di questo impegno.

Il dato più significativo è proprio la pubblicazione della lista dei fornitori. In questo modo la supply chain viene aperta ai controlli e alle valutazioni delle organizzazioni ambientaliste  alla ricerche di conferme per gli  impegni assunti relativamente ai materiali e ai prodotti chimici utilizzati, alle condizioni di lavoro e alla tutela dei lavoratori. Chi opera in azienda sa bene quanto la catena di fornitura venga considerato un patrimonio aziendale di primaria importanza. La disponibilità dei fornitori ad apririsi alla trasparenza non è stata gratuita per H&M ed ha richiesto programmi di incentivazione e formazione. I fornitori inclusi nella lista coprono il 95% dei volumi di produzione e sono localizzati sia in Europa che in Asia.

Il Report annuale di H&M presenta altre iniziative significative come ad esempio quella che permette ai suoi clienti di riconsegnare nei suoi negozi i capi dismessi di qualsiasi marca ed in qualsiasi condizione in cambio di un buono sconto (ovviamente!). L’obiettivo sperato è quello di “chiudere il cerchio” dei materiali utilizzati ; il che permetterebbe di superare tutte le critiche al modello di business “consumista”.

Nel Report troviamo inoltre l’informazione che H&M è il più grande acquirente mondiale di cotone organico certificato che, insieme con il cotone riciclato, copre l’11% del suo fabbisogno. H&M fa parte della Better Cotton Initiative. Infine nel 2012 la multinazionale della distribuzione ha lanciato in collaborazione con il WWF una iniziativa per la conservazione dell’acqua che coinvolgerà in programmi di formazione dipendenti, fornitori e clienti.

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