La supply chain è l’anello debole nella lotta ai cambiamenti climatici

climate_changeIl 70% delle multinazionali ritiene che i cambiamenti climatici possano comportare dei seri rischi per il proprio business, rischi accentuati dall’impreparazione ad affrontare questa situazione da parte della loro supply chain. L’allarme viene lanciato da una ricerca del Carbon Disclosure Project.

Lo studio, denominato “Reducing Risk and Driving Business Value” ha coinvolto 52 corporation multinazionali tra cui Accenture, Coca-Cola, Pepsi, Dell, Ford, L’Oreal, Microsoft, e 2.363 loro aziende fornitrici dislocate in tutto il mondo.

Non c’è dubbio che i cambiamenti climatici rappresentino un serio rischio a breve/medio termine per le imprese. In particolare le aziende interpellate stanno già subendo le conseguenze negative di periodi di estrema siccità o di piogge intense, o le subiranno entro i prossimi cinque anni. Ad esempio in Texas un’intensa siccità ha distrutto i raccolti e fatto crescere i costi del foraggio per il bestiame e quindi di conseguenza anche quelli dei prodotti realizzati dalle aziende alimentari.

Secondo la ricerca i fornitori sono significativamente meno preparati di loro clienti nel rispondere ai cambiamenti climatici, mettendo così a rischio le relazioni con i loro clienti e accrescendo la vulnerabilità della catena di fornitura. I fornitori dimostrano un basso livello di attenzione verso il rischio dovuto ai cambiamenti climatici. Infatti, solo il 38% dei fornitori si è posto obiettivi di riduzione delle emissioni rispetto al 92% dei loro clienti. Analogamente, la percentuale di fornitori che investono  in attività volte alla riduzione delle emissioni è pari al 27%, ossia meno della metà di quella delle aziende acquirenti (69%).

Le multinazionali sono inoltre più disponibili a rendere pubblici i risultati delle proprie azioni a sostegno della sostenibilità; lo fa il 63% di esse attraverso report annuali. E’ invece pari solo al 29% la percentuale dei fornitori che pubblicano i propri risultati ambientali.

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