Green Gap: Fra il dire ed il fare c’è di mezzo…. il marketing

mind-the-gapE’ stata recentemente pubblicata la quinta edizione del Green Gap Tracker di Cone Communication che misura attitudini e comportamenti dei consumatori americani rispetto ad acquisto ed uso di prodotti attenti all’ambiente. I dati confermano buone intenzioni e comportamenti incerti. Continuando a leggere vi aiutiamo a capire perché.Dal 2008 Cone Communication pubblica il report che potete scaricare qui. I dati ci confermano un lento ma costante incremento della consapevolezza dei consumatori americani per le considerazione delle esigenze ambientali nella scelta e nell’uso dei prodotti, si è passati dal 66% del 2008 al 71% del 2012. Il 90% degli intervistati considera l’attenzione all’ambiente una responsabilità personale, mentre il 45% si attiva per cercare informazioni che possano aiutare nella scelta e nei comportamenti.

Intenzioni certamente virtuose a cui non corrisponde un pari livello di risultati. Solo il 30% degli intervistati infatti utilizza frequentemente prodotti sostenibili, mentre il 45% dichiara un utilizzo coerente con le intenzioni green (risparmio di acqua ed energia, smaltimento differenziato etc). Le cause principali di questo gap fra intenzioni e comportamenti concreti vengono indicate soprattutto nella mancanza di scelte ed infrastrutture adeguate (vedi mancanza della filiera per lo smaltimento differenziato) e nella non conoscenza dei comportamenti più idonei da prendere.

E qui arriviamo al ruolo delle imprese. Innanzitutto per la stragrande maggioranza dei consumatori intervistati (l’85%) spetta alle aziende informare adeguatamente i propri consumatori riguardo agli effetti dello loro scelte sull’ambiente. La comunicazione fatta fino ad ora non viene considerata adeguata (lo pensano per il 71%). E’ sovrabbondante e mistificante. Questa ultima affermazione viene confermata dalla constatazione che ancora oggi la maggioranza dei consumatori intervistati (60%) considera il claim “green” o “amico dell’ambiente” una promessa di un prodotto con effetti positivi o nulli nei confronti dell’ambiente, mentre solo una minoranza li valuta correttamente come prodotti migliori di quelli precedenti o di quelli in uso per quanto concerne le performance ambientali.

Ce n’è abbastanza per far riflettere imprese e marketing manager. Anche perché i consumatori americani (e non solo quelli) confusi nelle scelte sono abbastanza decisi nel valutare i comportamenti delle aziende. Il 78% boicotterebbero senza problemi imprese che dicono il falso vantando performance ambientali non reali, mentre il 69% valutano positivamente l’onesta dichiarazione di problemi che si intendono risolvere. Un chiaro invito ad agire !

Se l’articolo è stato di tuo interesse, visita il nostro sito: www.greenactions.it ed iscriviti alla newsletter gratutita.

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