La Green Economy parla il linguaggio del business


Concludiamo la serie di articoli che hanno riguardato il Report “State of Green Business 2013” con la presentazione dei restanti trend che stanno modificando le forme assunte dall’economia verde. Si tratta di innovazioni tecnologiche basate fondamentalmente sulla gestone dei dati, di cambiamenti della catena distributiva e di mutamenti nel management green.

Come sappiamo il report “State of Green Business” ci racconta da alcuni anni i trend ed i numeri della green economy con un occhio di attenzione alla realtà americana che recentemente però si è allargato ai fenomeni internazionali. Per quanto riguarda i trend, in un precedente articolo abbiamo parlato della nuova consapevolezza dei valori economici del capitale naturale e della affermazione della sharing economy che porta con se vantaggi per l’ambiente. Vediamo quali altri fenomeni sembrano emergere.

Di certo due trend che possono determinare effetti particolarmente positivi sia per il business che per l’ambiente riguardano l’affermazione delle tecnologie machine to machine (M2M) e l’esponenziale sviluppo delle applicazioni per lo più mobili (le celebri APPs) . Entrambi i processi hanno sostanzialmente a che fare con la capacità di gestire una massa enorme dei dati resi disponibili e manipolabili da apparecchiature di gestione (gli smart meter) e dalla ubiquità della rete internet in grado di connettere fra loro macchine diverse senza l’intermediazione dell’uomo e di permettere invece a quest’ultimo di controllare i sistemi ed integrare le proprie esigenze con quelle dei suoi simili. Il risultato che ne viene fuori sono investimenti colossali, nascita e sviluppo di nuovi settori ed una significativa maggiore efficienza nell’utilizzo di risorse dell’ambiente.

Un altro fenomeno che viene segnalato dal report di GreenBiz è molto interessante perché può sembrare in forte controtendenza rispetto ai processi visti fin d’ora. Mi riferisco al rilancio del commercio locale e all’inversione della tendenza alla globalizzazione. Sono segnali ancora non evidenti sui grandi numeri, ma negli stessi Stati Uniti è consistente l’affermazione delle produzioni locali accompagnata dal rilancio della piccola distribuzione che si contrappone ai big boxes retails, favorendo cosi il recupero dei centri storici con tutto quello che ne consegue riguardo ai modelli di vita e di consumo.

Infine da segnalare alcuni processi che riguardano più da vicino l’evoluzione  del management rispetto alle sfide imposte dalla green economy e dalla sostenibilità. Ci si riferisce in particolare al maggiore coinvolgimento delle istituzioni e degli investitori internazionali che vedono i temi della sicurezza ambientale soprattutto come un processo di minimizzazione del rischio nel medio lungo periodo e stanno imparando a premiare le aziende (soprattutto grandi) in grado di presentare prove evidenti in tal senso. Questo sta determinando  una evoluzione dei report ambientali e di corporate responsability che sempre di più provano ad integrarsi con quelli più tradizionali di reddito e di finanzia per risultare più comprensibili e più utilizzabili per gli investitori istituzionali.

Se l’articolo è stato di tuo interesse, visita il nostro sito: www.greenactions.it ed iscriviti alla newsletter gratutita.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Editoriali e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...