Unilever fa del suo meglio, ma cerca cooperazione

UnileverLo dice Polman il CEO di Unilever ” Più i nostri prodotti incontrano i bisogni sociali della gente più diventano popolari e crescono le vendite, più miglioriamo l’efficienza nell’uso dell’energia e delle materie prime più riduciamo i costi ed i rischi di fornitura… Ma i reali cambiamenti verranno solo con la collaborazione” Vediamo perché.

Unilever viene considerata, ed i riconoscimenti ottenuti lo dimostrano, una delle grandi corporation che più hanno sviluppato i valori della sostenibilità nel cuore delle strategie aziendali. E’ di recente pubblicazione la seconda edizione del suo Sustainable Living Plan Progress Report che illustra gli effetti molto positivi delle attività di CSR sui risultati sia livello di singolo brand (i prodotti) che a livello di company .

Infatti i prodotti che più si sono caratterizzati per il posizionamento sostenibile hanno ottenuto migliori risultati di vendita (come lo shampo secco che riduce le emissioni di gas serra del 90% nel suo ciclo di vita e che è cresciuto del 20%) mentre la crescita dell’efficienza nella gestione delle risorse ha permesso un risparmio di 300 milioni di sterline dal 2008. L’incremento della quota di acquisto di materie prime da fonti rinnovabili (dal 14% del 2010 al 36% del 2012 ) ha ridotto, secondo l’azienda, la volatilità dei prezzi di acquisto.

La strategia di lungo periodo di Unilever ha fissato nel 2010 una serie di impegnativi obiettivi da raggiungere entro il 2020, che riguardano: il coinvolgimento di 1 miliardo di persone in progetti che migliorano la loro salute e la qualità della vita (oggi sono ad un quarto dell’obiettivo); l’acquisto di materie prime provenienti esclusivamente da fonti rinnovabili (oggi sono al 36%) ed infine il dimezzamento dell’impronta ambientale delle proprie attività produttive (anche qui sono sulla buona strada nell’emissioni di gas serra e nella riduzione dei rifiuti sopratutto quelli pericolosi).

Nonostante questo,  la stessa azienda è consapevole, e lo dice chiaramente, che i suoi risultati rappresentano solo una parte della soluzione. Basta guardare a questi dati. Le emissioni di gas serra degli impianti di Unilever rappresentano solo il 4% di quelle emesse nel ciclo di vita dei suoi prodotti. Il 25% del totale dipende dalla coltivazione e raccolta delle materie prime e ben il 68% dai comportamenti d’uso dei suoi clienti  (come si lavano, come cucinano, come puliscono). Quindi il principale obiettivo di sostenibilità dell’azienda è quello di coinvolgere  i  clienti, le aziende fornitrici, i distributori, le istituzioni pubbliche e le associazioni in progetti effettivamente in grado di ottenere risultati significativi per la sostenibilità dei processi che la vedono coinvolta e responsabile.

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