Anche la sanità guarda alla sostenibilità ambientale

imagesCA9Q28SMAbituati ad associare la sanità sia pubblica che privata a notizie che riguardano la riduzione dei budget ed il peggioramento del servizio può sembrare strano che  in queste organizzazioni ci si occupi di efficienza ambientale. Eppure alcune ricerche dimostrano il contrario e guarda caso a giovarsene sono anche i conti ed il benessere del paziente.

I dati più recenti ci arrivano dal Convegno CleanMed 2013 dove il 90% dei partecipanti intervistati dichiarano che la loro organizzazione sanitaria sta incrementando gli investimenti in tecnologie e prodotti puliti e l’impegno a ridurre il proprio impatto ambientale; inoltre una cifra prossima (l’87%) afferma che criteri ambientali sono presenti nella scelte di acquisto. Il 20% dello stesso campione dichiara che l’investimento complessivo del 2012 dei loro ospedali e cliniche in prodotti e tecnologie green ha superato il milione di euro.

Come sarebbe stato lecito aspettarsi la riduzione dei costi operativi rappresenta una priorità per la maggioranza di queste istituzioni ed è interessante notare, ma la cosa non ci sorprende, che  queste aziende sanitarie prendono in considerazione interventi che hanno un doppio profilo di efficienza sia economica ed ambientale. Si sta parlando di efficienza energetica (nominata dal 37% degli intervistati come prima preoccupazione), di contenimento nella produzione di rifiuti (33%) e della gestione della filiera di smaltimento (22%). Ovviamente presente anche la preoccupazione per la creazione di un ambiente più sicuro e sano per pazienti ed operatori (22%).

Meno recente, ma coerente con queste informazioni è un report del 2012 di Johnson & Johnson che conferma la crescente attenzione dei manager della sanità per gli impatti ambientali. The Growing Importance of More Sustainable Products in the Global Health Care Industry. La maggioranza degli intervistati vede una crescente rilevanza delle considerazioni ambientali negli acquisti di prodotti e tecnologie della loro organizzazione. Dal nostro punto di vista la ricerca è interessante perché per una volta (non succede di frequente nei report che riguardano i trend mondiali) compare anche il nostro Paese. Non ci facciamo una bella figura in realtà visto che fra i 4 paesi considerati (Stati Uniti, Brasile, Germania ed Italia) risultiamo forse quello con minore attenzione al problema (solo il 22% degli intervistati dichiara di aver cambiato fornitore per preoccupazioni ambientali contro il 48% dei brasiliani). Ma la ricerca offre spunti interessanti per chi si occupa di fornire beni e servizi alle imprese sanitarie.

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