Competere con la cultura

cultIl festival della Green Economy di Symbola nelle Marche ha dedicato una parte rilevante delle sue riflessioni al ruolo che sta svolgendo il sistema produttivo culturale e creativo per tirare fuori il nostro paese della doppia crisi che stiamo vivendo, quella economica e sociale e quella ambientale.

A dimostrarlo non sono soltanto le molte testimonianze di imprenditori, creativi, artisti ed aministratori,ma soprattutto i contenuti della ricerca “Io sono Cultura” realizzata da Symbola in collaborazione con Unioncamere.

Innanzitutto la ricerca definisce che cosa si intende per sistema produttivo culturale. Si tratta delle industrie creative (dalla architettura al design e artigianato di qualità) e di quelle culturali (film, video e video giochi, musica, libri) del patrimonio culturale (musei, biblioteche etc) concludendo con le Performing Arts. Questo settore economico fa parte  della economia della conoscenza insieme con la Ricerca Tecnologica e la Formazione. Un sapere umanistico e tecnologico difficile da separare; impossibile pensare allo sviluppo di uno dei lati del triangolo senza gli altri due.

Ma quanto pesa allora l’industria culturale per la nostra economia? Il 5,4 % della ricchezza prodotta ed il 5,7% degli occupati se ci si limita alla solo componente privata (si arriva al 5,8% del PIL con la componente pubblica). Una dimensione di rilievo che però diventa ancora più significativa se si prendono in considerazione gli effetti indotti che la produzione culturale traina presso molti altri settori economici. La ricerca calcola un moltiplicatore per ciascuno dei quattro comparti che va dal 2,1 delle industri creative al 1,2 delle Performing Arts, con un valore medio di 1,4. Cioè per ogni euro di produzione culturale se ne genera 1,4 negli altri settori ad esso collegati (turismo, trasporti, marketing etc). Complessivamente la filiera culturale arriva a determinare una produzione di 214 miliardi di euro pari nel 2012 al 15,4% del PIL !

Un altro aspetto rilevante della produzione culturale riguarda il suo peso sull’export e sulla bilancia commerciale. Infatti nel 2012 questa si posiziona al 4 posto come valore totale di esportazioni ed al secondo assoluto come surplus commerciale dopo la filiera meccanica (22  miliardi di avanzo). Con per di più un trend in crescita.

La ricerca di Symbola ci dà anche uno spaccato territoriale del sistema della produzione culturale che dimostra come il suo peso relativo è significativo proprio nell’Italia di mezzo fatta dalle piccole e medie province in particolare del Centro Italia e del Veneto; là  dove la cultura artigianale, il patrimonio storico e paesaggistico e la creatività hanno determinato la solida base di sviluppo di tanti settori e distretti industriali.

Quindi investendo nella produzione culturale si genera ricchezza, si avvantaggia la bilancia dei pagamenti e si favorisce l’affermazione della economia della conoscenza che rappresenta l’altra faccia della medaglia della Green Economy.

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