L’Italia farà l’Italia con la Green Society


Seminario-Symbola-TreiaL’ottimismo della consapevolezza è alla base del messaggio che arriva dai cinque giorni di eventi organizzati da Symbola nella provincia di Macerata. Se l’Italia riesce a fare l’Italia possiamo ancora farcela, e alla grande. Più che un ottimismo di maniera, una scelta “politica” che nasce  da una grande quantità di dati, informazioni e testimonianze raccolte, organizzate e presentate nella kermesse marchigiana. E la green economy  evolve all’interno di un nuova più ampia visione, quella della “Green Society”.

E’ quasi con stupore che la provincia di Macerata scopre di essere almeno per 5 giorni al centro dell’attenzione di  coloro che si occupano di economia, sostenibilità e sviluppo nel nostro Paese. Camerino, Montecosaro, Macerata e Treia,  citta medie e piccole spesso sconosciute o mal collocate geograficamente,  fanno parte però, secondo la visione di Symbola, di un territorio in grado di proporre, pur fra mille difficoltà,  un nuovo modello di  sviluppo che mette insieme  capacità manifatturiera indiscutibile, valori territoriali distintivi (storia e paesaggio), cultura  e responsabilità social. I pilastri del nuovo “made in Italy”.

In 5 giorni di lavoro sono state proposte due nuove ricerche di grande importanza, sulla produzione culturale e sulle caratteristiche del nuovo “made in Italy di successo”, il parere di  ricercatori di grande rilevo, decine e decine di testimonianze di imprenditori (alcuni di assoluto valore come Catia Bastioli di Novamont) amministratori locali e politici nazionali, fra cui  ministri e sottosegretari, che hanno avuto certamente l’occasione di portarsi a casa non solo suggestioni ma anche linee guida concrete per orientare l’attività a sostegno del Paese.

Ma in che modo l’Italia deve fare l’Italia secondo lo slogan, vincente,  di Symbola? Puntando sui valori distintivi che ancora possiede e assecondando le tendenze innovative che arrivano dalla green economy e dai cambiamenti tecnologici e sociali. Ma soprattutto mettendo da parte il pessimismo che sembra paralizzarci a vantaggio di un ottimismo che deriva dal riconoscimento concreto dei nostri punti di forza, e anche delle nostre debolezze. Quel che dobbiamo temere oggi non è la globalizzazione dei mercati ma il provincialismo di una parte purtroppo non piccola della nostra società!

Ancora oggi infatti il nostro Paese è in grado di esprimere una capacità manifatturiera quasi unica al mondo (solo 5 paesi al mondo sono in grado di vantare un avanzo strutturale della produzione industriale fra cui l’Italia ); un punto di partenza fondamentale per rilanciare un nuovo modello di sviluppo basato sull’innovazione sostenibile (i dati dimostrano che chi investe in sostenibilità innova di più ed esporta di più), sulla economia della conoscenza e la produzione culturale che attiva, come pochi altri settori economici, una crescita diffusa e generalizzata ed infine sullo sviluppo del terzo settore in grado di fornire “resilienza” a tutto il sistema sociale, mantenendo un livello di welfare altrimenti indifendibile.

Tutto bene quindi? Certo che no i problemi sono  enormi, molti imprenditori non sono riusciti a nascondere le loro difficoltà  ed ansie, e l’immagine proposta da Symbola forse  non ha sufficientemente messo in luce due aspetti fondamentali per il rilancio del nostro sviluppo. Mi riferisco agli scarsi e decrescenti livelli di investimento in Ricerca e Sviluppo ed in Formazione e alla “svalutazione” che alcuni nostri asset fondamentali subiscono quotidianamente. Come accade per  esempio alla bellezza del nostro territorio sia dal punto di vista paesaggistico che storico culturale. Ma guardare alla realtà in maniera informata e con la voglia di fare è ora un impegno che non possiamo più eludere.

In questi 5 giorni marchigiani la sostenibilità ambientale è rimasta quasi sullo sfondo. Poco si è parlato di efficienza energetica o riduzione dei consumi di materie prime. Eppure era ben chiaro a tutti che qualità, bellezza, territorio, cultura e responsabilità sociale sono  elementi inscindibili della Green Economy o di quel capitalismo che, come lo ha definito Aldo Bonomi, integra in questo modo il concetto del limite. Ma a ben vedere i valori su cui si è ragionato non possono essere tutti riportati all’interno della sfera Economy; piuttosto è l’intera nuova Society che dovrà portare con sé i valori Green.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Editoriali e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a L’Italia farà l’Italia con la Green Society

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...