Gli insuccessi dei prodotti Green dipendono dal marketing

MarketingProdotti e brand di largo consumo che promettono vantaggi di ecosostenibilità continuano ad avere risultati di vendita inferiori alle attese. Ovviamente il dibattito sulle cause è particolarmente vivace. Promesse non attraenti o errori di marketing ?

Buona la seconda, sembrano pensare alcuni che tendono infatti a sottolineare non tanto la scarsa attenzione dei consumatori ai prodotti green in questo periodo di difficoltà economiche,  ma gli errori di  commercializzazione anche di grandi aziende abituate a gestire al meglio tutte le leve e gli strumenti di marketing mix. In questo caso potremmo essere portati a pensare che l’apprezzamento e la condivisione di un obiettivo green tende a far dimenticare o sottovalutare anche ad esperti marketers che sempre di business si parla e sempre “sudore e traspirazione” bisogna mettere sul campo!

In un interessante articolo troviamo due esempi che testimoniano questo tipo di interpretazione. Il primo riguarda la storia di relativo insuccesso del brand Green Works di Clorox che riguarda prodotti detergenti per la casa. In effetti le vendite dopo un avvio positivo si sono stabilizzate ad un livello non del tutto soddisfacente. La causa sarebbe un “banale” errore di segmentazione. Il prodotto voleva rivolgersi al grande pubblico ed in effetti le ricerche americane dimostrano che quasi il 70% dei consumatori vorrebbero acquistare in questa categoria un prodotto attento all’ambiente. Il fatto è che fra questi troviamo in buona maggioranza coloro che hanno comunque un atteggiamento di scetticismo e di rifiuto nei confronti di prodotti dichiaratamente green considerando la promessa poco veritiera. Su questi consumatori l’aver inserito la definizione di “green” all’interno del brand non ha giocato certamente un ruolo positivo. D’altra parte lo stesso prodotto sembra essere disegnato per non soddisfare a pieno i consumatori verdi più motivati. Insomma non scegliere un preciso segmento di mercato può aver giocato negativamente sui risultati di Green Works.

Un altro esempio è il fallimento, in realtà un pò in là nel tempo, di una linea di scarpe Nike che esprimeva look e contenuti di prodotto molto ambientalista. In questo caso il rifiuto dei consumatori (molto evidente visto che Nike ha ritirato il prodotto) nasceva dalla “lontananza” dell’immagine della nuova linea dal look tecnologico tipico di Nike. Una estensione del brand che è stata rifiutata dai clienti abituali della marca! La soluzione al problema, da verificare in realtà, sarebbe potuta essere la creazione di un brand  collaterale indirizzato proprio ai consumatori più attenti al look eco.

In entrambi i casi quello che non è stato sufficientemente fatto è di prendere seriamente in considerazione ciò che realmente il consumatore si aspetta dai prodotti acquistati e ciò che realmente lo stesso pensa dei brand a cui si rivolge. In una parola: Marketing !
Di positivo c’è che Nike continua ad investire pesantemente in sostenibilità, ma ora coinvolge i suoi consumatori con modalità più coerenti al suo brand.

Se l’articolo è stato di tuo interesse, visita il nostro sito: www.greenactions.it ed iscriviti alla newsletter gratuita.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Marketing e vendite e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...