L’innovazione Makers di scena in Italia

Dal 3 al 6 ottobre si è tenuta a Roma l’edizione europea di Maker Faire, l’evento che aggrega la comunità di coloro che sono  definiti in molti modi: smanettoni, artigiani evoluti o più semplicemente Maker. Fino a poco tempo fa un osservatore distratto poteva considerarlo un fenomeno marginale determinato dagli amanti del fai da te; oggi promette di diventare l’ennesima rivoluzione industriale. Dove l’Italia sta già giocando un ruolo da protagonista.

Che il Movimento dei Maker non sia più solo un fenomeno per pochi adepti viene confermato  dall’attenzione di ricercatori universitari, grandi imprese, istituzioni finanziarie e della stessa pubblica opinione. Il libro di Chris Anderson (ex direttore di Wired e a sua volta imprenditore maker) che ne descrive genesi ed opportunità  è diventato un best seller mondiale. Se guardiamo solo a quanto accaduto durante la fiera di Roma possiamo fare un paio di esempi che dimostrano la rilevanza economica del movimento. Prima di tutto l’accordo annunciato fra Intel ed Arduino (azienda italiana ma ci ritorniamo sopra ) per lo sviluppo di un nuovo processore chiamato Galileo che dovrebbe negli auspici essere al centro dei prossimi sviluppi del settore. Poi come non notare la presentazione di Tabby la prima “auto open source” che apre un nuovo mondo per lo sviluppo della mobilità leggera.

Ma cosa ha a che fare il movimento dei Makers con la Sostenibilità? Innanzitutto la correlazione fra Innovazione  e Sostenibilità oggi è  fortissima. Si innova per ridurre gli impatti ambientali del mostro modello di vita e perseguire la sostenibilità favorisce l’adozione di soluzioni innovative. Poi le tecnologie e l’approccio culturale dei Makers permetteranno (negli Usa sta già accadendo) di ridurre la lunghezza delle filiere produttive riportando nei nostri Paesi fasi di produzione,  e quindi occupati, che abbiamo ceduto all’estero.

Altro aspetto, le soluzioni proposte dal movimento e applicate ai processi di ideazione, sviluppo e lancio di nuovi prodotti permette di ridurre “drammaticamente” tempi, costi e risorse. Ultimo ma non ultimo le nuove idee di prodotto realizzate con un approccio Makers hanno l’effetto di risolvere in modo incomparabilmente più conveniente esigenze molto sentite in particolare dai paesi in via di sviluppo. Che ne dite di una incubatrice a pochi centinaia di euro oppure di un frigorifero che non utilizza energia elettrica ?

Termino con un paio di considerazioni che riguardano il nostro paese e la situazione che stiamo vivendo. Questo è un processo in cui l’Italia può giocare di nuovo un ruolo d’avanguardia. Lo possiamo fare per la nostra cultura artigianale e del saper fare (un manifesto all’entrata della fiera ricorda che il primo maker della storia è stato Leonardo da Vinci) e per l’ingegno e l’applicazione dei nostri ingegneri ed imprenditori. Arduino, il microprocessore che ha permesso il salto tecnologico ed applicativo delle soluzioni Maker è frutto di una azienda italiana di Ivrea (la storia si ripete).
Ma soprattutto questo è un fenomeno dove i giovani sono protagonisti in prima fila. Bastava andare in giro per gli stand del palazzo dei Congressi. Giovani entusiasti ed ottimisti. Sentimenti che non possiamo lasciar cadere.

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