Le Città intelligenti motore dell’innovazione sostenibile


Si è appena conclusa a Bologna la seconda edizione di Smart City Exibition. Tre giorni di incontri e convegni che hanno confermato la straordinaria rilevanza che le città stanno acquisendo nella sfida per garantire alla nostra società uno sviluppo sostenibile. Un ruolo giocato sul campo della innovazione tecnologica e sociale e su quello della  competitività per attrare  risorse e talenti. Un ruolo in cui le nostre città hanno opportunità da cogliere, ma anche rischi di minimizzare.

Seguendo i convegni di Smart City Exibition ho avuto l’impressione di assistere ad un compendio di tutti gli argomenti che in questi ultimi mesi e settimane sono stati trattati dalla nostra newsletter in termini di innovazione e sostenibilità. Si è parlato ovviamente di efficienza enegetica e mobilità leggera, ma anche di internet delle cose e di makers, di sharing economy e crowdfunding. Insomma quasi come se parlare di città oggi fosse, ma lo è, fare il punto di tutte le opportunità a disposizione della nostra società per affrontare le sfide che abbiamo di fronte, prime fra tutte sviluppo e sostenibilità.

A pensarci bene dovrebbe essere abbastanza normale una considerazione del genere, in fondo le città sono i luoghi dove le persone, prevalentemente, vivono e lavorano e quindi è normale che abbiano un ruolo di primo piano sulla scena economica e sociale. Ma è indubbio che negli ultimi anni si sono prodotti una serie di fenomeni che hanno esaltato ancora di più la loro rilevanza. Ad esempio la concentrazione della popolazione nelle città a livello globale le rende luogo decisivo dove vincere la partita della sostenibilità ambientale e contemporaneamente le impegna ai progetti per mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici.

Inoltre lo sviluppo economico e la competitività  si è basa sempre di più su conoscenza e cultura e quindi sul ruolo decisivo del capitale umano.  E le persone con i talenti creativi e le competenze tecnologiche e culturali decidono di vivere non solo dove hanno opportunità di lavoro ma dove credono di poter vivere bene. Quindi la competizione fra Stati sta diventando sempre di più competizione fra città e territori per attrare capitale umano qualificato che a sua volta genera domanda per nuovi servizi tecnologicamente e socialmente evoluti; specie se questi talenti sono giovani.

Oggi la vera, terribile, preoccupazione che dovrebbe avere il nostro governo, che dovremmo avere tutti, non sono tanto l’ammontare del deficit ed i vincoli alla finanza pubblica, quanto il progressivo e apparentemente inarrestabile abbandono di giovani qualificati che si stanno trasferendo dalle nostre città del nord, del centro e del sud per arrivare in quelle grandi e piccole non solo della Germania, del Belgio e dell’Olanda, ma anche della Polonia o della Repubblica Ceca. Mentre non riusciamo a generare flussi in senso opposto. Questo è il vero segno del nostro declino. O potrebbe esserlo.

Perché in realtà molte sono ancora le carte che possiamo giocarci, che le nostre città possono utilizzare per invertire questo trend e per cogliere tutte le opportunità che sono davanti a noi. Se conta la qualità della vita chi può dare il meglio su questo terreno non appena fossimo in grado di innestare sulle nostre tradizioni culturali e sociali le innovazioni tecnologiche e sociali richieste dagli standard moderni? (parlo di banda larga ma anche di mobilità leggera e di nuovi servizi sociali per la qualità della vita).  Se conta la capacità innovativa e la disponibilità ad intraprendere dei nuovi settori creativi e manifatturieri chi può meglio di noi fare leva sulla cultura innata del saper fare, sulla connessione con il territorio e sulla ancora relativamente forte coesione sociale?

Gli spunti raccolti da Smart City Exibition sono davvero molti e mi piacerebbe ritornare sull’argomento nelle prossime settimane dopo questo primo commento di scenario. Nel frattempo non posso fare a meno di notare che l’appuntamento bolognese viene appena dopo quello di Roma con la Fiera Europea dei Makers e precede di poco Ecomondo a Rimini. Tre occasioni di incontro perfettamente centrati sui trend  che determineranno il futuro delle nostre economie e dei nostri territori e che dimostrano che tutto sommato non siamo ancora marginali sullo scenario, almeno europeo. Se solo decidessimo di far seguire con decisione alle riflessioni, i fatti .

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