McDonald’s promuove una dieta equilibrata

imagesCABBULIZNotizie come queste possono essere, comprensibilmente, accolte con una certe dose di scetticismo. Si tratta di un pò di make-up alla immagine danneggiata da film e reportage circa gli effetti dannosi dei suoi menu per la salute dei clienti o è davvero un cambiamento effettivo e di lungo periodo? Approfondendo le informazioni si può pensare che ci sia qualcosa di serio.

Innanzitutto l’annuncio e la promessa: Mc Donald’s  ha recentemente comunicato di aver stretto una collaborazione con la Fondazione Clinton e con l’ Association for Healthier Generation per incrementare la disponibilità di frutta e verdura nei suoi menu e per promuovere la consapevolezza dell’importanza di una dieta più sana ed equilibrata presso i suoi clienti, specie quelli più giovani. L’obiettivo è ovviamente la lotta all’obesità, ma sappiamo anche che consumi alimentari più salutari hanno un effetto positivo per la sostenibilità ambientale (si riduce ad esempio il pesantissimo impatto degli allevamenti).

L’iniziativa si dovrà concretizzare attraverso modifiche significative al “prodotto”con la maggiore disponibilità di frutta e verdura, formaggi con basso contenuto di grasso,  ma anche di bibite non gassate e non caloriche (acqua, latte e succhi di frutta). Cambiamenti che riguarderanno in modo particolare i menu, come Happy Meal, destinati ai bambini.

Anche la comunicazione dovrà essere modificata e tutti i messaggi rivolti in particolare al target più giovane dovranno promuovere con l’immagine e con il testo la consapevolezza dei vantaggi di una dieta più equilibrata.

Il progetto appena partito coinvolgerà i primi 20 mercati geografici della multinazionale, fra cui l’Italia,  raggiungendo nei primi tre anni   dal 30-al 50% dei consumatori; una copertura che dovrà diventare poi totale entro il 2020. L’accordo stipulato prevede che l’avanzamento del programma di McDonald’s sarà controllato e valutato da una società di verifica indipendente. La collaborazione con Clinton Foundation si inquadra in una strategia di Responsabilità Sociale di McDonald’s che è cominciata nel 2011. Recentemente è stato pubblicato un Report che fa il punto della situazione dopo due anni e che potete scaricare qui.

McDonald’s non è la prima azienda del suo settore che, almeno per quanto riguarda gli impegni pubblici, ha dichiarato di porre attenzione al problema della obesità e più in generale della qualità della alimentazione nei paesi sviluppati e in via di sviluppo. Solo negli ultimi mesi sia Nestle che Coca Cola ad esempio hanno promesso di realizzare piani per incrementare la consapevolezza di questi temi  attraverso attività di comunicazione e disponibilità di prodotto. Le Associazioni No-Profit come Healthier Generation si sono detti convinti che i risultati migliori arrivano non tanto da leggi che obbligano determinati comportamenti, ma dalla volontaria partecipazione di aziende come McDonald’s. Un dato per tutti. Gli accordi stipulati con alcune aziende produttrici hanno permesso di ridurre del 90% fra il 2004 ed il 2010 la quantità di calorie contenute nei prodotti destinati alle mense studentesche.

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