Crowdfunding: nuovi modelli di business crescono

crowdfunding1Un paio di piccole storie ci permettono di fare un ulteriore punto sulle modalità di impiego del crowdfunding; un modello di finanziamento, e non solo, che sta seriamente sconvolgendo dei luoghi comuni (abbiamo davvero bisogno del sistema bancario?) e si adatta particolarmente a business innovativi e sostenibili.

La prima storia è quella di Peppermint Energy una start up che ha sviluppato un generatore solare di energia di piccole dimensioni, quelle di un pc, in grado di avviare e far funzionare apparecchi elettrici come frigoriferi e tv in assenza di rete elettrica. Per l’utilità basta pensare a tante regioni dei paesi sottosviluppati. Peppermint si è rivolta ad un crowdfunding come kickstarter.com  per  finanziare lo sviluppo e il lancio del suo del suo progetto. L’obiettivo iniziale era di raccogliere 25.000 $, ma questo target è stato raggiunto in pochi giorni. Ad un mese dall’inizio della campagna la raccolta è arrivata a 85.000 dollari.

Ma quel che ha reso particolarmente felici i responsabili di Peppermint,  insieme al risultato economico, è quello di aver costituito  una comunità di 125 persone distribuite in tutte le parti del globo che sono diventati  supporter e “consulenti di mercato” dell’azienda. Persone abitanti in luoghi con condizioni climatiche, abitudini e comportamenti molto diversi fra loro, hanno permesso ai responsabili di ricerca e sviluppo e di marketing di Peppermint di adattare il loro prodotto alle esigenze di un mercato veramente globale. Un risultato alla fine forse di maggior valore della raccolta finanziaria!

D’altronde una ricerca del 2012 ci informava già che, dal 2007, si erano costituiti circa 500 siti di crowdfunding che avevano raccolto, soltanto nel 2011, 1,5 miliardi di dollari di finanziamenti per start up e nuovi prodotti; inoltre la crescita per l’anno successivo era prevista al 100%. La maggior parte dei finanziamenti si basa sui modelli del premio e della donazione; il che dimostra il forte coinvolgimento dei “finanziatori” (senza obiettivo di profitto) alle sorti dei prodotti.

Non tutte le campagne di Crowdfunding però si realizzano all’interno dei siti specializzati. C’è chi decide di fare per proprio conto, anche se questa decisione, nella storia di Zeoform, non è probabilmente la cosa meno fuori dal comune. Innanzitutto c’è un prodotto che davvero può rappresentare un bellissimo esempio di innovazione ecosostenibile. Zeoform  è infatti un materiale realizzato esclusivamente con cellulosa riciclata ed acqua in grado di sostituire in molteplici applicazioni la plastica ed il legno. E questo è il primo aspetto, il secondo riguarda la decisione strategica degli scopritori di Zeoform di rendere il materiale ed il know how tecnologico completamente open source. Quindi nessun tipo di brevetto, e l’obiettivo passa dalla massimizzazione del profitto alla massimizzazione dell’impiego a vantaggio della comunità!

Una scelta ammirevole, ma ce le vedete le diverse figure della finanza tradizionale appassionarsi alle sorti di una azienda che dichiara, nelle sue scelte strategiche, di non mettere il profitto al centro dei suoi obiettivi ? Non era proprio il caso pensare di rivolgersi a loro, meglio guardare direttamente ad una comunità globale che apprezza l’innovazione e soprattutto gli effetti pratici dell’utilizzo di Zeoform. Il crowdfunding diventa quindi una scelta in parte obbligata ed in parte funzionale all’obiettivo di diffondere il più possibile la conoscenza e l’impiego del nuovo, straordinario, materiale. Quindi meglio farlo a casa propria (nel loro sito) lanciando una campagna ambiziosa per la raccolta di 10 milioni di dollari; necessari per realizzare lo stabilimento produttivo di Zeoform. Davvero meritano un grande in bocca al lupo !

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