L’ONU pianifica gli interventi sul sistema idrico globale

acqua1E’ stato pubblicato uno studio realizzato a cura delle Nazioni Unite che stima i costi e i ricavi necessari ad adeguare la disponibilità di acqua pulita alle esigenze della popolazione mondiale in crescita. Impegni davvero significativi che fanno i conti con il problema della corruzione che vanifica una parte cospicua degli investimenti attuali.

Il fabbisogno mondiale di acqua fresca e sanitizzata è in costante crescita a causa delle esigenze della popolazione e della economia globale. Una recente ricerca, realizzata sempre dall’ONU, calcolava  un gap fra domanda ed offerta pari al  40% entro il 2030.

Questo risultato viene ovviamente determinato dalla crescita della popolazione mondiale e quindi dalle sue esigenze di disporre di acqua fresca da bere ma anche dalle esigenze del sistema economico; in particolare per quanto riguarda l’irrigazione dei campi coltivati, la produzione di cibo e la produzione di energia rinnovabile.

Il dato più significativo viene proprio dalla filiera alimentare che richiederà un incremento del 70% di acqua utilizzata per soddisfare le esigenze alimentari di una popolazione, nel 2030,  di 9,1 miliardi di persone (che oltre a crescere numericamente richiede, giustamente, di mangiare di più e meglio). Indubbiamente un aiuto al contenimento di consumi di acqua potrà quindi venire  dalla riduzione dell’enorme spreco di prodotti alimentari nelle filiere dei paesi sviluppati.

Ma veniamo quindi ai numeri degli investimenti e alle stime dei risultati. Lo studio pubblicato dalle Nazioni Unite, il primo nel suo genere, pianifica accuratamente le risorse che saranno necessarie a partire dal 2015 per i successivi 20 anni per adeguare la domanda di acqua fresca e pulita alla offerta di cui abbiamo parlato. Si tratta di una spesa annua globale che varierà da 850 a 1800 miliardi di dollari ; che messi in altro modo possono rappresentare fino al 2,2% della GDP mondiale.

Una cifra davvero enorme che però può e deve essere confrontata con i vantaggi economici, ambientali e sociali che lo studio stima fino a 3000 miliardi di dollari l’anno.
Un investimento che viene quindi formalmente inserito con questo documento nell’ Agenda dell’Onu per lo sviluppo Sostenibile.

Un’ ultima considerazione è inserita nel documento. Tutti noi sappiamo che l’acqua può essere sprecata per le cattive condizioni degli impianti idrici, oppure per lo spreco di derrate alimentari che sono state coltivate e prodotte con grandi consumi di acqua. C’è però una terza falla nel sistema: la corruzione. Secondo lo studio attualmente il 30% degli investimenti nelle infrastrutture idriche vengono persi proprio a causa di questa piaga presente in modo particolare nei paesi poveri, nei regimi totalitari ed in qualche altro paese di nostra conoscenza!

I più interessati potranno scaricare il documento qui

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