Una nuova tecnologia rivoluziona la sostenibilità del settore tessile

tessuti1A partire dal febbraio del 2014 saranno disponibili sul mercato prodotti della Nike realizzati con un nuovo processo produttivo in grado di eliminare l’uso di acqua e dei componenti chimici nella tinteggiatura dei tessuti. Con effetti quantitativi particolarmente impressionanti.

La multinazionale di abbigliamento sportivo ha infatti comunicato l’avvio del primo impianto produttivo, con sede a Taiwan, che utilizza la tecnologia Color Dry in grado di eliminare completamente l’utilizzo dell’acqua e dei componenti chimici per la tinteggiatura dei tessuti. Il nuovo procedimento permette inoltre di ridurre l’energia ed  il  tempo impiegato nel procedimento rispettivamente del 60% e del 40% . Complessivamente l’impronta ambientale della nuova fabbrica è del 25% inferiore a quelle tradizionali.

La riduzione dei consumi di acqua rappresenta però l’elemento quantitativamente più significativo. Infatti la tinteggiatura di 1 kg di tessuto acrilico richiede da 100 a 150 litri di acqua mentre gli analisti di Nike stimano in 39 milioni le tonnellate di poliestere che viene tinteggiato annualmente. In questo modo la quantità di acqua utilizzata non può essere che elevatissima.

Per averne una idea basta fornire alcuni dati che riguardano la sola Nike. Nelle fabbriche di sua proprietà vengono consumati ogni anno 1230 milioni di litri di acqua, mentre le fabbriche di tessuto che producono per Nike, pur non essendo di proprietà dell’azienda americana, per tinteggiare cotone e poliestere consumano ogni anno 10 miliardi di litri di acqua. Numeri impressionanti che sono però solo una frazione del totale dell’intero settore.

E non dimentichiamo i vantaggi della eliminazione dei componenti chimici. In effetti la storia è incominciata nel 2102 quando la pressione operata da Greenpeace ha impegnato Nike alla promessa di eliminare i prodotti chimici per la tinteggiatura dei tessuti nelle sue fabbriche e nell’intero ciclo di vita dei suoi prodotti.

La soluzione del problema è stata trovata nella partecipazione azionaria della multinazionale americana nella azienda olandese DyCoo Textile che aveva messo a punto il processo in grado di eliminare acqua e componenti chimici nella tinteggiatura sostituendoli fra l’altro con Co2 riciclata. Socia di questa operazione insieme a Nike è un altro brand globale come Ikea. Nei prossimi mesi è prevista la diffusione del processo Color Dry soprattutto in Asia, area di maggiore produzione mondiale di tessuti.

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