Interface ed il mare: una collaborazione ad impatto zero

interfaceblogMolti di noi già conoscono Interface, multinazionale dei rivestimenti per superfici, che ha rivoluzionato il mercato con le sue innovazioni in grado migliorare il servizio ai clienti e ridurre l’impatto ambientale dei suoi processi. Probabilmente minore notorietà ha la sua insolita collaborazione con l’ambiente marino  Una lacuna che può essere colmata.

A meta degli anni 90 Interface proclamò di perseguire quello che allora sembrava, ed in parte rimane, un obiettivo presuntuoso ed irrealizzabile. L’impatto zero della propria attività produttiva e commerciale entro il 2020. Un target che definire sfidante è poco ma che ha motivato l’azienda americana ad introdurre continue innovazioni di prodotto e di processo che gli hanno permesso anche di acquisire una leadership mondiale nel settore.

Dopo circa venti anni la strada da percorrere è ancora lunga ma i dati a disposizione confermano che buona parte del cammino è stato fatto visto che l’impronta ambientale di Interface si è ridotta di oltre la metà. Ovviamente per raggiungere questi risultati è necessario intervenire non solo innovando il sistema di offerta, ma anche tutti gli altri aspetti dei processi aziendali e quindi ad esempio il sistema energetico.

In questo processo quindi si inserisce la scelta di utilizzare esclusivamente biogas per il fabbisogno di energia del sito produttivo olandese dell’azienda americana. Con questo intervento, operativo dal 1° gennaio di quest’anno, tutto il quartier generale europeo, localizzato in Olanda, cessa di produrre qualsiasi tipo di gas serra.

Il biogas viene acquistato dalla Eneco e prodotto utilizzando gli scarti alimentari del settore ittico. Si prevede un consumo annuale di 2,3 milioni di metri cubi di biogas , pari al consumo di circa 750 famiglie. Ma come accennavamo all’inizio questo esempio è solo l’ultimo della collaborazione fra Interface, l’ambiente marino e le sue “risorse”.

Sono già attivi infatti almeno due altri progetti. Il Net Work Program che permette all’azienda di realizzare una linea di prodotto utilizzando reti da pesca che altrimenti finirebbero nelle discariche. Il risultato, oltre che favorire gli obiettivi di Interface, rappresenta un aiuto concreto per le comunità costiere dei paesi poveri che sono minacciate dal drastico calo della pescosità dei mari e dalla competizione delle grandi flotte pescherecce. Infine bisogna citare l’Healthy seas Initiative di cui Interface fa parte e che si propone di ridurre il grave e terribile problema dei rifiuti  che finiscono in grande quantità negli oceani, fino a creare in alcuni casi vere e proprie isole alla deriva.

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