Quando la dieta fa crescere gli utili

calories6400 miliardi in meno dal 2007 al 2012. Quale misura può ridursi in maniera cosi significativa in pochi anni ? Il debito di un grande Paese? Oppure l’emissione di sostanze inquinanti in atmosfera? Nessuna delle due. Non stiamo parlando di un valore economico o ambientale, ma di qualcosa che riguarda ancora più direttamente la nostra salute e quella dei nostri figli. Parliamo di calorie presenti nei cibi che acquistiamo.

O meglio stiamo parlando delle calorie presenti nei cibi che acquistano gli americani; ma tenendo conto che l’obesità rappresenta un problema crescente anche per i paesi europei e quelli latini in particolare, la notizia diventa rilevante anche per la nostra realtà.

Dunque ricapitoliamo. 6400 miliardi sono le quantità di calorie che sono state vendute in meno dal 2007 al 2012 da 16 grandi compagnie dell’alimentazione e delle bevande sul territorio americano. Per la precisione erano più di 60 miliardi nel 2007 e sono diventate 54 miliardi nel 2012. Numeri che aumentano il giro vita solo ad immaginarli !

A parte le battute le aziende coinvolte in questo risultato rappresentano da sole il 35% del turnover del comparto alimentare e delle bevande negli Stati Uniti. Sono giganti come la Coca Cola e la Pepsi Cola , Kellogs, General Mills , Kraft, Unilever, Campbell e cosi via. Il loro impegno è stato preso all’interno del programma di lotta all’obesità (in particolare quella infantile) che nel 2009 ha coinvolto 40 organizzazioni economiche e senza fini di lucro (fra cui anche molte catene distributive). Ovviamente tutto questo ha anche a che fare con le campagne di sensibilizzazione della first lady americana che tutti conosciamo molto bene.

Risultati certamente incoraggianti, fra l’altro molto superiori a quelli preventivati (l’obiettivo era di una riduzione di 1.400 miliardi di calorie entro il 2015 sulla baseline del 2007) che sono stati ottenuti con l’introduzione di nuovi prodotti a più basso contenuto calorico, con la riduzione delle calorie in quelli esistenti e con la riduzione delle porzioni.

Inoltre, secondo i risultati di altre ricerche di mercato, questi interventi non hanno fatto bene non solo alla salute degli americani, ma anche alla finanza delle aziende coinvolte. Infatti i  dati  dimostrano che le compagnie con più alta percentuale di prodotti a basso contenuto calorico nella gamma di prodotti commercializzati,  hanno ottenuto anche una maggiore crescita del fatturato, una più alta redditività ed anche una crescita della reputazione. Niente male come risultato finale.

La sacrosanta battaglia contro l’obesità infantile è tutt’altro che vinta. Ne sono convinte tutte le organizzazioni coinvolte ed in particolare quelle che si preoccupano  di monitorare gli effettivi risultati sulla salute dei cambiamenti nel marketing delle imprese. Inoltre è importante coinvolgere i consumatori ed aumentare la loro consapevolezza. Per questo le stesse 16 aziende ed altre ancora, faranno parte di un rinnovato e più incisivo sforzo pubblicitario per promuovere la campagna Facts Up Front che si propone di illustrare agli americani la presenza e l’utilità delle etichette nutrizionali che vengono inserite in maniera visibile sul packaging dei prodotti. Conoscere per scegliere in maniera consapevole.

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