Siamo tutti su una barca a vela


La pubblicazione del terzo report di “Toward the Circular Economy” è l’occasione per prestare la nostra attenzione agli straordinari vantaggi potenziali della Economia Circolare, ma anche per farsi ispirare dalla storia, molta anglosassone, di una velista che, dopo aver appeso il timone al chiodo, ha fatto tesoro della sua vita fra le onde.Ellen Mc Arthur è stata nel 2005 la velista più veloce a compiere la circumnavigazione del globo in solitario. Una esperienza davvero unica che è diventata anche ispirazione per il suo impegno sociale, una volta terminata la parte più avventurosa della sua esistenza.
Nel 2010 infatti, la ormai ex-navigatrice solitaria inglese, ha dato vita alla Fondazione che porta il suo nome con l’obiettivo di affermare i vantaggi, e  le necessità,  della Economia Circolare.

Un modello produttivo e di consumo che sostituisce l’approccio usuale fondato sulla triade “prendi – produci – scarta” con quello molto più sostenibile che applica invece la scelta “ricicla – riusa – fabbrica” . In questo impegno, la determinata signora ha trovata la collaborazione di importanti organizzazioni, fra cui alcune grandi aziende.

La motivazione per avviare questo progetto è arrivata alla nostra Ellen proprio dal riconoscimento della somiglianza fra il comportamento che è richiesto a chi vive per un lungo periodo di tempo in una barca vela e le condizioni che determinano la felice presenza della razza umana nel pianeta terra.

In entrambi in casi, se si vuole garantire la disponibilità di risorse scarse in uno spazio limitato (e fra una barca a vela ed il nostro pianeta è solo un problema di punti di vista) e per un lungo periodo di tempo (anche qui fra un viaggio intorno al mondo e qualche decina di generazioni cambiano solo le prospettive)  è necessario fare grande tesoro di tutto quanto abbiamo a disposizione. Senza sprecare e recuperando tutto ciò che è possibile.

Da questa considerazione banale, ma ancora rivoluzionaria, nasce quindi la Ellen McArthur Foundation e si concretizzano le sue molteplici attività, fra cui la pubblicazione del Report di cui abbiamo accennato all’inizio del nostro post. Il documento, realizzato con la collaborazione del World Economic Forum e di McKinsey, è stato reso pubblico nel corso dell’ultimo convegno di Davos.

Le previsioni che vi sono contenute sono  impressionanti . Infatti l’ impegno delle imprese nel focalizzare l’intera supply chain verso la Circular Economy potrebbe generare un vantaggio economico pari a 1000 miliardi di dollari entro il 2025. Non basta, nei prossimi 5 anni solo con questo processo si potrebbero generare 100mila nuovi posti di lavoro! Cosa di cui, sappiamo bene, abbiamo molto bisogno.

Si tratta soltanto, si fa per dire, di concentrare i nostri sforzi verso la generazione di nuovi prodotti e servizi che vengono pensati e realizzati con in mente fin dall’inizio il recupero totale dei materiali che vi sono contenuti. Coerente con questo obiettivo è anche  l’affermazione del modello di consumo basato sull’uso piuttosto che sul possesso dei beni (car sharing e cosi via).

Un processo tutt’altro che facile ovviamente. Basti pensare che il riutilizzo completo dei materiali con cui sono realizzati i nostri prodotti rende necessaria l’eliminazione di qualsiasi tipo di sostanza tossica. E questo a ben vedere è un altro vantaggio potenziale tutt’altro che secondario. Ma bisogna chiedersi, come farebbe ogni buona velista, se abbiamo un’alternativa.

Soltanto negli ultimi 10 anni il prezzo delle materie prime è triplicato ed è evidente ormai la necessità di “disaccoppiare” la relazione fra l’andamento del loro consumo e quello dello sviluppo economico. I vantaggi ovviamente andrebbero a favore anche dei consumatori. Il report calcola che la riprogettazione degli smartphone con il riciclo in mente determinerebbe una riduzione del costo di produzione degli stessi pari al 60 % !

Il report è davvero molto interessante. Vengono individuati alcuni promettenti processi produttivi e materiali in grado di incrementare sensibilmente il tasso di riciclo. Inoltre viene annunciato l’avvio del Project Mainstream che coinvolge la Fondazione di Ellen McArthur, Il World Economic Forum ed alcune grandi aziende partner. L’obiettivo è di far decollare definitivamente l’Economia Circolare con un obiettivo di risparmiare 500 milioni di dollari e 100 mila tonnellate di rifiuti.
Come non augurare ad Ellen un forte vento a favore?

Gli interessati al Report di cui abbiamo parlato, possono scaricarlo direttamente presso il sito della Fondazione oppure da WEF_ENV_TowardsCircularEconomy_Report_2014.

Se l’articolo è stato di tuo interesse, visita il nostro sito: www.greenactions.it ed iscriviti alla newsletter gratuita.

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