La colazione del mattino mette al bando gli OGM

ogmblog“Oggi è stata fatta la storia”. Questo il commento un po’ enfatico del signor John W. Roulac all’annuncio che la battaglia in cui si era impegnato negli ultimi due anni era vinta. Ma chi è costui? Lo vedremo fra poco. Certo però che il risultato ottenuto dimostra che le pressioni di organizzazioni e pubblica opinione possono modificare processi che sembrano irreversibili.Vediamo allora di cosa si tratta. Il processo che sembra ai più inarrestabile è quello della diffusione nelle nostre campagne, nei nostri animali ed infine nel cibo che mangiamo degli organismi geneticamente modificati (GMO) . Troppi i soldi in ballo, troppa la forza delle grandi multinazionali coinvolte, troppo deboli e divisi gli oppositori. Eppure il segnale che ci arriva dal Nord America, non sarà forse storico di per se, ma segna certamente la possibilità di una inversione di tendenza. Ma cosa è successo infine ? Curiosi eh!

E’ successo che la più grande azienda americana di prodotti confezionati, la General Mills, ha comunicato qualche settimana fa la sua decisione di eliminare completamente qualsiasi traccia di organismi geneticamente modificati dalle materie prime utilizzate per realizzare il suo prodotto di punta, i Cheerios Originali. (cereali per la prima colazione per chi non lo sapesse). Dovranno essere quindi GMO free sia il mais che lo zucchero utilizzato per la loro produzione. Bom !

Capite, non stiamo parlando di un prodotto biologico di nicchia di una azienda organica. Si tratta del prodotto che probabilmente ogni buona famiglia americana mette sul tavolo ogni mattina per la colazione dei suoi iperprotetti, e a volte ipernutriti, figlioletti. Effettivamente negli Headquarters delle grandi aziende chimiche qualcuno deve esser saltato sulla sedia. Tanto è vero che i portavoce di General Mills si sono affrettati a comunicare che la decisione non è stata presa per preoccupazioni sulla salute dei suoi consumatori !

Ma che cosa ha determinato questa scelta, che in effetti può determinare una inversione di tendenza sulla diffusione dei GMO dato il peso dei protagonisti coinvolti ? E qui arriviamo al nostro buon John W.Roulac, che è l’animatore e il presidente dell’organizzazione che dal novembre del 2012 ha dato vita alla campagna di pubblica opinione GMOinside che chiedeva alla General Mills, e non solo, di togliere ogni traccia di organismi geneticamente modificati dal cibo consumato dagli americani. E qui arriva anche l’aspetto che più interessa chi si occupa di marketing e comunicazione. La campagna si è sviluppata soprattutto sulla rete . La pagina Facebook di GMO inside è stata inondata di messaggi di supporto da parte dei consumatori, ed in particolare un video che raccontava la presenza dei GMO nei Cheerios ha avuto un grande successo.

Ovviamente non basta Facebook per spiegare le cause di quanto è accaduto. Di certo è che negli States la battaglia per l’obbligatorietà della indicazione sulla eventuale presenza di GMO nelle etichette è sempre più forte, segnale di una crescente preoccupazione dei consumatori per i presunti effetti sulla salute e sull’ambiente di questi organismi. Ah dimenticavo di informarvi che i Cheerios venduti in Europa non hanno mai contenuto Organismi Geneticamente Modificati. Non arriviamo sempre ultimi quindi!

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