Le grandi aziende fanno sul serio con l’Internet delle cose

m2mblogAbbiamo già parlato in precedenti post dell’Internet delle cose come di un trend tecnologico in grado  di innescare innovazioni, opportunità di business e di favorire la sostenibilità ambientale. I segnali che arrivano dal mercato confermano  questa facile previsione.

Un esempio ci arriva dal gruppo Bosch che ha dato vita ad una nuova compagnia, la “Bosch connected devices and Solutions”, che fornirà prodotti e soluzioni software per rendere effettiva la realtà di  oggetti in grado di dialogare tra loro, di prendere decisioni ed attivare azioni che renderanno la nostra vita più facile e più sostenibile dall’ambiente.

Secondo il top management dell’azienda tedesca nel 2015 saranno già più di 7 miliardi gli oggetti intelligenti in grado di interpretare segnali e di connetterli in rete. Fra questi ovviamente anche gli smartphone. La nuova compagnia avrà sede in Germania con fabbriche, ahimè, in Cina ed India e sarà specializzata nella produzione di sensori ed attuatori e di soluzioni software integrate in particolar modo per il mercato della domotica e della logistica che sembrano in questo momento fra i più promettenti . D’altronde già oggi Bosch è leader mondiale nella produzione di questi oggetti (con più di un miliardo di devices).

In particolare nell’azienda tedesca sono convinti che l’internet delle cose darà il via alla terza generazione dei MEMS (Micro Electro-Mechanical Systems) sistemi sempre più piccoli che appunto integrano le funzionalità dei sensori e degli attuatori in grado di raccogliere gli stimoli dall’ambiente circostante (la luce, l’umidità , la pressione dell’aria) e di trasformarli sulla base di un apposito algoritmo in azioni che vengono impartite ad un oggetto con il quale possono essere integrati o anche avere solo una connessione remota. La connessione internet permette inoltre di utilizzare anche l’enorme quantità di informazioni che viaggiano in rete per prendere azioni e decisioni coerenti.

Un esempio? Una casa domotica sarà, in grado di utilizzare le previsioni atmosferiche che provengono dalla rete ed integrare il controllo degli oggetti della casa per decidere ad esempio che è il caso di chiudere le finestre rimaste aperte prima di un temporale in arrivo. Oppure in ambito logistico i sensori integrati in un pacco postale saranno in grado di tracciare istante per istante non solo la posizione della spedizione ma anche la condizione atmosferiche in cui è stato “abbandonato” (pioggia od alte temperature) assegnando quindi correttamente le relative responsabilità. Il settore della logistica sembra essere il più promettente in questo momento. Per non parlare delle applicazioni in agricoltura che potranno permette di graduare l’impiego di acqua o fertilizzanti in funzione non di programmi studiati a tavolino ma della concreta situazione ambientale (condizioni del terreno e condizioni atmosferiche).

La rivoluzione dell’Internet delle cose si basa quindi sulla concreta possibilità di avere  soluzioni intelligenti sempre più piccole, efficienti dal punto di vista energetico (aspetto molto importante) sempre meno costose ed in grado di connettersi ad un segnale radio praticamente dappertutto. Un mondo apparentemente dominato dalle cose che potrebbe essere però più intelligente e più sostenibile.

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