Filamenti di ecoinnovazione

Seguendo il filo dell’innovazione  ci  aspettiamo  di arrivare al sole della California o in qualche luccicante laboratorio tedesco. Se proprio vogliamo rimanere nel nostro paese pensiamo a start up immerse nella nebbia milanese od emiliana. Pochi crederebbero che il filo che stiamo riannodando potrebbe in realtà condurci  in una tranquilla palazzina di una ancora più tranquilla, e tradizionalmente poco vocata alla innovazione, cittadina marchigiana. Ma queste sono le sorprese della nuova manifattura digitale.

La città marchigiana è Macerata ed il filo di cui stiamo parlando è più reale che metaforico. E’ il risultato del lavoro e della passione di un gruppo di giovani architetti e designer che,  mentre molti di noi si stanno ancora chiedendo quale possa essere l’impatto della manifattura digitale, dedicano il loro tempo ed ingegno ad  ampliare la disponibilità dei materiali e delle soluzioni a disposizione della nuova frontiera della fabbricazione.

La società è Designforcraft. La sua attività, come spesso succede in questi casi, si divide fra mille rivoli che vanno a rimpolpare un modello di business che ancora deve trovare la sua definitiva messa a punto. Fra queste certamente quella che più di tutte ha colpito la nostra attenzione e soprattutto quella del mercato, è la ricerca, lo sviluppo e la commercializzazione dei materiali pensati e prodotti ad hoc per la stampa 3D. Si tratta del nostro filo o meglio dei nostri Stickfilament di Eco innovazione.

Gli StickFilament  sono un formato di alimentazione per le stampanti 3D a filamento e sono costituiti da tecnopolimeri in grado di generare applicazioni innovative in molti ambiti, anche lontani tra loro: dagli oggetti per la casa alla componentistica, dal settore medicale a quello della gioielleria, dal fashion all’elettrotecnico. Vedendoli ci sembra di avere a che fare con una riedizione dell’intramontabile “shangai” ma il loro vantaggio, rispetto alle altre soluzioni presenti sul mercato, è di garantire una elevata qualità di realizzazione grazie alle caratteristiche acquisite con lo stampaggio in ad iniezione.

Gli Stickfilament sono molti, colorati e possono essere composti da diversi materiali:  come il Wood Pulp (legno), l’Aluminum (con polvere di alluminio) e il Marlbe (contenente polvere di marmo); ora si stanno testando il filamento in cera e quello elettro conduttivo, per produrre oggetti nel settore elettrotecnico. L’interesse del mercato è stato immediato, come pure la vocazione internazionale della piccola società marchigiana che grazie ai vantaggi della rete può essere cosi “locale” ma fortemente globale.

Il mercato delle stampanti 3D, dei materiali e dei servizi ad esse collegati quest’anno raggiungerài 3,8 miliardi di dollari e Canalys prevede che la sua crescita salirà 5,4 miliardi di dollari nel 2018. Alcuni si aspettano ancora molto di più, ma la definitiva affermazione di questo nuovo modello di produzione sta nella capacità di implementare tutte le opportunità che ci mette a disposizione. Un po’ come accadeva per strani aggeggi come il pc o il cellulare! Nel frattempo impariamo a guardarci attorno. Perché l’innovazione sostenibile prende le strade più impensate, come ci insegna Designforcraft.

Per saperne di più seguite questi link: www.designforcraft.com; www.stickfilament.com

Se l’articolo è stato di tuo interesse, visita il nostro sito: www.greenactions.it ed iscriviti alla newsletter gratuita.

 

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