L’economia circolare coinvolge anche il guardaroba

modablogPrestiamo la nostra attenzione ad una iniziativa che riguarda il settore dell’abbigliamento in Gran Bretagna e che può farci riflettere su come potrà cambiare il rapporto dei consumatori con i beni acquistati grazie a campagne di sensibilizzazione a cui partecipano aziende della produzione e della distribuzione. Buona lettura.L’iniziativa è di Wrap. Per chi ancora non ha imparato a conoscerla si tratta di una NGO fondata da amministrazioni pubbliche della Gran Bretagna che si propone di promuovere una economia che riduce al minimo la produzione di rifiuti  in discarica. Il suo acronimo sta per Waste and Resources Action Program (link)  Insomma parliamo di economia circolare.

Questa nuova iniziativa di WRAP, ce ne sono molte altre già in campo, parte da alcuni dati “illuminanti”. Il valore dei vestiti riposti nei guardaroba del Regno Unito e  non utilizzati negli ultimi 12 mesi è pari alla cifra strabiliante di 30 miliardi di sterline! Minore , anche se sempre significativo, è il valore dei vestiti gettati in discarica in un anno:140 milioni di sterline. Cifre che risanerebbero molti bilanci nazionali !

Nasce quindi grazie a WRAP la campagna “Love your Clothes” (link) che si propone di aiutare i consumatori britannici ad ottenere il massimo valore dai vestiti acquistati e posseduti. Badate bene quindi, anche se è evidente l’impatto significativo sulla sostenibilità, si parla anche in questo caso di “ricadute” positive sulle nostre tasche! . All’iniziativa hanno aderito molti protagonisti della filiera produttiva e distributiva. Società come Mark&Spencer, Tesco e John Levis. Brand del design come Stella McCarthey  e Ted Baker. Ci sono inoltre altre 30 organizzazioni fra fornitori ed NGO

Una collaborazione non certo scontata perché i consigli rivolti ai consumatori hanno il risultato certo, se praticati, di ridurre i consumi di prodotti di abbigliamento. Si parla di favorire l’acquisto di capi realizzati per durare più a lungo, di acquistare capi già utilizzati, di adottare metodi di lavaggio più delicati, di riparare ed aggiustare ,  di donare alla carità vestiti dismessi, e se proprio non se ne può fare a meno di consegnare quelli non più utilizzabili alla filiera del riciclo per il settore tessile. Inoltre la campagna si propone di condividere fra i consumatori  altre forme più originali di riuso e risparmio.

La campagna promozionale non è neppure una iniziativa isolata di WRAP nel settore dell’abbigliamento e della moda. 53 organizzazioni, fra cui tutte quelle che partecipano a Love your clothes, hanno sottoscritto un impegno di lungo periodo, il Sustainable Clothing Action Plan che ha l’obiettivo di ridurre in maniera significativa l’impatto ambientale del settore entro il 2020. I target riguardano la riduzione delle emissioni di gas serra, del consumo di acqua e della produzione di rifiuti, ovviamente. Le organizzazioni coinvolte rappresentano il 40% del mercato britannico dell’abbigliamento . Insomma la strada è segnata, la scelta è decidere che posizione occupare.

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