LEGO alla ricerca dei mattoncini sostenibili

legoblogSolidi, durevoli, colorati, semplici ed ingegnosi allo stesso tempo. I mattoncini Lego hanno accompagnato i giochi di decine di generazioni di futuri architetti ed ingegneri. Possiamo aspettarci qualcosa di più resistente al passare del tempo e delle mode? Eppure anche per loro è arrivato il momento di cambiare per diventare più sostenibili.

Lego utilizza ogni anno 6 mila tonnellate di plastica ; il 70% di questa è Acrylonitrile Butadiene Styrene più tradizionalmente conosciuta come ABS. Di questo materiale sono fatti dal 1960 i suoi famosissimi mattoncini (precedentemente era cellulosa acetata).
Sempre uguali facili da agganciare e sganciare centinaia o migliaia di volte per seguire i sogni e le intuizioni dei suoi piccoli (e talvolta anche grandi) clienti.

Ora è arrivato il momento anche per gli intramontabili mattoncini di tener conto anche di un’altra esigenza: quella ambientale. L’annuncio è stato fatto poche settimane da uno dei suoi top manager nel corso di una intervista alla rivista Plastic News. Una scelta figlia dei tempi e della scelta strategica della Corporation danese che solo qualche mese fa aveva annunciato un accordo con il WWF per promuovere la sostenibilità di tutta la sua filiera produttiva, assumendo l’impegno di diventare entro il 2018 carbon neutral, grazie all’ impiego di sola energia rinnovabile.

Ma torniamo ai nostri mattoncini. La soluzione è tutt’altro che semplice visto che i requisiti da rispettare sono davvero molti a cominciare dalle oltre 3.000 pagine di normative internazionali per la sicurezza dei giocattoli.

Ma questo è solo il punto di partenza. Il nuovo materiale dovrà avere lo stesso “look and feel” del precedente (per non creare turbamenti a milioni di appassionati), dovrà mantenere la funzionalità di aggancio e sgancio per decenni, dovrà garantire che i nuovi mattoncini siano in grado di combinarsi con i precedenti senza problemi, ovviamente dovrà essere almeno ugualmente economico e dal punto di vista ambientale non dovrà essere realizzato con materie prime a base alimentare! Davvero una bella sfida.

In realtà la Lego fa sapere che il lavoro di ricerca e sviluppo è già iniziato e che alcune soluzioni sono già state testate. Ad esempio un buon risultato è arrivato dall’impiego dell’acido poliattico modificato antiurto che però, per ora, riesce a mantenere la caratteristica “click and stick” per un tempo troppo breve. Lo spazio per innovatori con ottime conoscenze sui materiali è ancora aperto!

Seguiremo con curiosità il lavoro della Lego e dei suoi partner per raggiungere questo nuovo significativo obiettivo. La sfida intrapresa ci dimostra la trasversalità e la diffusione delle sfide che le esigenze della sostenibilità pongono alle aziende e alle loro capacità innovative. Sarebbe bello se Lego facesse pienamente partecipe di questo impegno i suoi milioni di affezionati  utilizzatori. Grandi e soprattutto piccoli che siano.

Se l’articolo è stato di tuo interesse, visita il nostro sito: www.greenactions.it ed iscriviti alla newsletter gratuita.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Ecodesign e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...