Lo smartphone è il nuovo alleato dei diritti dei lavoratori

appblogChi  avrebbe mai pensato che il bene considerato campione dei nuovi modelli di consumo e della globalizzazione produttiva potesse in realtà diventare un importante alleato della tutela dei diritti dei lavoratori nelle economie emergenti? Un  report di Vodafone ci permette di conoscere questa nuova frontiera delle applicazioni mobili e del sindacalismo!Connected Worker (link) è il recente report di Vodafone che fa il punto sulle applicazioni per  smartphone in grado di fornire servizi che migliorano le condizioni di vita  dei lavoratori. La loro diffusione è particolarmente auspicabile fra i lavoratori delle filiere produttive dei paesi emergenti e può essere favorita dagli stessi Brand globali che le considerano una opportunità per contenere rischi potenziali per l’ immagine e per gli stessi risultati economici. Il report di Vodafone stima che i lavoratori  rapidamente coinvolti in questo processo possono essere 173 milioni e che i vantaggi derivanti, risparmi o migliore qualità della vita, possono raggiungere i 30 miliardi di dollari l’anno.

Il report presenta una lista di  tipologie di applicazioni che migliorano o risolvono problemi legati alla ricerca di lavoro (Job Finder), alla formazione (training virtuali),  alla gestione delle paghe (la disintermediazione digitale riduce i rischi ed i costi della corruzione) ed in particolare i Working Panel. Si tratta di tool che possono permettere la realizzazione di auditing sulle condizioni lavorative anche nelle lunghe ed opache filiere produttive delle economie in via di in sviluppo. Vediamo di cosa si tratta.

Come sappiamo i Brand capofila di settori come l’abbigliamento o l’elettronica di consumo sono periodicamente sottoposti a campagne di pubblica opinione che li considerano responsabili delle difficili, a volte tremende, condizioni lavorative nelle fabbriche dei loro fornitori in Cina, nel Sud Est Asiatico o in America Latina. Fino ad oggi la disponibilità  ad intervenire per controllare e contenere queste situazioni si è infranta contro la difficoltà di avviare e mantenere sistemi di auditing credibili. Il problema principale è ovviamente la riservatezza della comunicazione per impedire ritorsioni contro il lavoratore coinvolto.

Oggi Working Panel come Labor Link possono permettere ai lavoratori di queste fabbriche che possiedono uno smartphone di inviare rapidamente ed in modo sicuro (riservato) informazioni dettagliate  sulle proprie condizioni lavorative. Informazioni che arrivano in tempo reale  a disposizione delle grandi società negli Stati Uniti od in Europa.

La funzionalità e l’efficacia di queste applicazioni è stata già testata in paesi come Cina, Brasile e Bangladesh nelle filiere dell’abbigliamento e dell’elettronica di consumo. Cisco, gigante del settore, ha inserito nel suo ultimo Report di Responsabilità Sociale, proprio i risultati di una ricerca compiuta presso un campione di oltre mille lavoratori della sua supply chain. L’azienda ha condiviso i risultati ottenuti con i suoi fornitori che intende poi coinvolgere per un piano di miglioramento e per la validazione di ulteriori approfondite ricerche. Un altro esperimento è stato compiuto anche da HP.

Come nel caso delle crisi politiche nei paesi sottoposti a rigidi controlli dell’informazione i cellulari di nuova generazione e la rete internet si dimostrano in grado di favorire la diffusione dell’informazione e quindi di rappresentare un deterrente per azioni e pratiche contro la persona; sia esso un cittadino che dimostra la sua opinione politica che un lavoratore che cerca di migliorare le sue condizioni di lavoro.

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Una risposta a Lo smartphone è il nuovo alleato dei diritti dei lavoratori

  1. giuliosmoke88 ha detto:

    Sto iniziando la mia avventura nella giungla di youtube, posso chiederti una semplice iscrizione? Ti ringrazio molto e buona giornata, rinnovo i complimenti che avevo già fatto per il blog 🙂
    https://www.youtube.com/channel/UCYBJC4shbOYxyccRbnRlO3w

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