La EU investe per il packaging biodegradabile

bioblogOgni anno nella Comunità Europea arrivano in discarica 67 milioni di tonnellate di imballi alimentari. La riduzione di questo enorme spreco permetterebbe di avere vantaggi di tipo ambientale (minori emissioni di gas serra) ed economici (riduzione dei costi di energia e di smaltimento dei rifiuti). Per questo motivo la Commissione europea ha deciso di investire per favorire la ricerca e sviluppo di imballi biodegradabili per alimenti . Vediamo come.Il progetto di finanziamento si chiama PHBOTTLE e l’obiettivo è quello di arrivare a produrre, entro il 2015, una bottiglia di plastica biodegradabile ottenuta dalle acque reflue degli impianti di produzione delle bevande a base di frutta. Ovviamente il risultato si potrebbe poi estendere anche all’applicazione in altri imballi di prodotti alimentari ed il piano della ricerca prevede che le caratteristiche della materia prima realizzata siano idonee ad essere impiegate negli imballaggi non alimentari e nello stesso settore automotive. Ma come abbiamo visto già l’impiego con successo nel settore prioritario renderebbe l’investimento altamente profittevole.

Per quale motivo la ricerca si focalizza quindi nel riutilizzo delle acquee di risulta della spremitura degli agrumi per ottenere bevande? Perché appunto in questo “scarto” industriale troviamo un’alta percentuale, fino al 70% di zuccheri fermentati (glucosio, fruttosio e maltosio), sostanze organiche che rendono più agevole ed economica la produzione di una materia prima biodegradabile.

Il materiale ottenuto, un biopolimero di nome PHB, si presta particolarmente all’impiego nel settore dell’imballaggio alimentare, perché accanto alla capacità di biodegradabilità determinata dalla presenza quantitativamente importante di sostanze organiche gode di altri vantaggi come: la resistenza all’umidità,  al vapore e all’acqua, una buona trasparenza ed una significativa protezione dall’ossigeno che rallenta il decadimento dei prodotti  alimentari imballati. Tutte caratteristiche importanti per questa tipologia di impiego evidentemente. I responsabili del progetto sono particolarmente confidenti che i finanziamenti messi in campo possano favorire il raggiungimento dell’obiettivo entro la data del 2015 e sottolineano anche un altro vantaggio che è quello di incentivo all’occupazione che verrebbe impiegata nella filiera di raccolta e trattamento della materia organica.

La ricerca e lo sviluppo di plastiche Bio degradabile è un trend che sta investendo il settore dell’imballaggio. Recentemente anche su questo blog abbiamo ricordato il lavoro di una azienda italiana Bi On che è riuscita ad ottenere una plastica biodegradabile, PHA, proveniente dagli scarti del settore agricolo. Sempre recentemente negli Stati Uniti la BASF ha stipulato una partnership per la produzione anche in quel paese della sua plastica biodegradabile, Ecovio.

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