Non dichiararti Naturale se non lo sei al 100%

logoblogDopo averne verificato la vulnerabilità nelle cause legali le grandi aziende del settore food che operano sul mercato americano stanno abbandonando l’utilizzo  di termini come “All Natural” o “Nothing artificial”. L’ultimo esempio è quello del brand Kashy di Kellogg’s. Una lezione da apprendere per chi vuole seguire la linea guida della trasparenza.Kashy è un brand di prodotti per la prima colazione e snack che è stato lanciato con un posizionamento fortemente green e naturale (www.kashi.com). Eppure recentemente la sua casa madre, Kellogg’s, ha dovuto accettare la condizione di non utilizzare più nella comunicazione pubblicitaria di alcuni prodotti della  gamma il termine “All Natural” e di pagare, come penale, la somma di 5 milioni di dollari.

Si tratta dell’esito negativo per l’azienda americana di una causa intentata in California nel 2011. L’azione legale ha preso le mosse dalla contestazione relativa all’utilizzo di alcuni componenti  che in realtà si trovano anche in natura, ma che vengono per lo più utilizzati dalle aziende alimentari nella versione sintetica per il loro minor costo e per la maggiore quantità disponibile. Kellogg’s non è quindi riuscita a dimostrare la origine naturale di questi materiali ed è stata giudicata colpevole di pubblicità ingannevole.

L’azienda alimentare ha commentato la sentenza riaffermando la correttezza delle sue pratiche pubblicitarie e di etichettatura, ma ancora non ha comunicato quali prodotti del marchio Kashy non utilizzeranno più il termine “All Natural”. In realtà le aziende del settore stanno progressivamente abbandonando l’utilizzo di questi termini generici, in apparenza di forte impatto, che stanno però dimostrando di essere facilmente attaccabili da cause legali, con danni che sono superiori ai presunti vantaggi iniziali.

Un altra compagnia che è recentemente caduta in questo errore è la Pepsi Cola che è stata condannata al pagamento di una penale di 9 milioni di dollari per una causa legale relativa ad un brand di succhi di frutta “all natural” ; anche in questo caso l’utilizzo di prodotti chimici non poteva essere negato dall’azienda con prove sufficienti.

Nel frattempo la Kellogg’s sta cercando di rilucidare il suo profilo sostenibile grazie all’accordo stipulato con i suoi fornitori di olio di palma per l’avvio di pratiche di coltivazione e di raccolta più attente all’ambiente e alla esigenze delle popolazioni locali.  Un ulteriore effetto positivo forse della causa legale californiana.

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