Starbucks e le lenti a contatto

barblogQuesta storia è davvero fuori dal comune, basta pensare che mette insieme la multinazionale della ristorazione Starbucks, una azienda giapponese di lenti a contatto ed allevamenti di mucche che producono latte di qualità. Vi invito a seguirla con attenzione. Dimostra le infinite potenzialità della economia circolare.Dunque per fare chiarezza in quello che potrebbe sembrare un bel guazzabuglio di flussi produttivi, facciamo un po’ d’ordine partendo dall’inizio.

Da una parte abbiamo Starbuck alla costante ricerca di incrementare il valore della enorme quantità di rifiuti alimentari che i suoi shop producono in giro per il mondo. Lo fanno certo per l’attenzione all’ambiente, ma anche e soprattutto per i loro conti economici. Una delle voci economicamente ed ambientalmente più significative sono, e non poteva essere diversamente, i fondi del caffe. “Materia prima” che già in alcuni casi veniva trasformata in compost, con la consapevolezza che, anche in questo caso, sarebbe andata perduta una buona parte del valore che essi ancora potevano rappresentare.

Dall’altra parte abbiamo una azienda giapponese di lenti a contatto, la Menicom,  che è invece alla costante ricerca di soluzioni innovative per rendere i suoi prodotti più convenienti e differenziativi. In questa sforzo  (chissà quando spendono in R&D ?) riescono in qualche modo ad impadronirsi della tecnologia della fermentazione che applicano alla paglia di riso (materia prima molto presente in Giappone).

Da qui sembra un passo, ma non lo è, arrivano a realizzare, in collaborazione con una università locale, un processo di fermentazione che utilizza i fondi di caffè ed in grado di produrre un alimento per animali capace di essere immagazzinato anche nel lungo periodo, ma soprattutto in grado di determinare la produzione di latte con un basso tasso di cellule somatiche, che significa latte di qualità.

Manca solo un pezzo del complesso puzzle. Come fare in modo che i fondi di caffè vengono raccolti nei migliaia di negozi di Starbucks in Giappone arrivando sani e salvi (non degradati organicamente) al centro di lavorazione di Menicom ? Soluzione trovata ed anche questa sostenibile! Vengono utilizzati i camion frigoriferi che ogni giorno vanno avanti ed indietro dal centro di distribuzione ai negozi di Starbucks. Basta dotarli di appositi spazi per la raccolta e lo stoccaggio dei fondi di caffe. Cosi invece di viaggiare vuoti nel loro ritorno portano con se un futuro alimento di qualità per gli allevamenti di mucche che riforniscono di latte gli stessi negozi di Starbucks. Bingo ! Se non è ciclo chiuso questo ?!

Vale la pena aggiungere, se qualcuno si fosse illuso, che  Starbucks e l’azienda giapponese di lenti a contatto ora hanno creato una nuova società in comune che ha brevettato il processo per la trasformazione dei fondi di caffè in alimenti di qualità per gli animali.

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