Apple invitata a tutelare la salute dei lavoratori

appleblogNegli Stati Uniti è abbastanza frequente assistere ai cambi di casacca fra controllori e controllati. Ad esempio Lisa Jackson è passata agevolmente dalla posizione  di capo dell’Agenzia per l’ambiente (EPA) a quella non meno prestigiosa, e certamente più gratificante, di Vicepresidente per gli Affari Ambientali di Apple. Ma la visibilità può creare problemi se non si è disposti alla coerenza.

Nelle esperienze professionali della Sig.ra Jackson durante il suo servizio all’EPA troviamo infatti un forte impegno nel monitoraggio delle immissioni nell’ambiente dei prodotti chimici pericolosi. Niente di strano quindi se, dopo aver aspettato per un anno che la stimata professionista entrasse in confidenza con il suo nuovo ruolo, gli addetti ai lavori la chiamano a fornire risultati  coerenti con il suo recente passato. Ma quale è lo scenario ?

In effetti nella fabbricazione dei prodotti elettronici grazie ai quali la Apple arricchisce il suo brand ed il suo portafoglio, sono ancora utilizzati moltissimi componenti chimici pericolosi per la salute. Si tratta di sostanze  in grado di provocare in caso di esposizione prolungata, come avviene nei siti di produzione, malattie perniciose come il cancro o danni neurologici e agli apparati riproduttivi.

Ovviamente il lavoro di organizzazioni come l’EPA e di professionisti come la Jackson ha permesso di migliorare la situazione nelle situazioni poste sotto il loro controllo. Ed infatti si stima che l’esposizione a queste sostanze sia nelle fabbriche americane tre volte inferiore a quella esistente negli impianti produttivi, ad esempio del Sud Est Asiatico !

Il problema è che la Apple produce, come ben sappiamo, proprio in questi paesi gran parte dei meravigliosi prodotti di cui va giustamente famosa e fino ad ora non si è impegnata particolarmente nella comunicazione dei prodotti chimici utilizzati. Si sa però che viene certamente impiegato il Benzene, e questo componente è incluso nella classe di maggiore pericolosità sia dall’EPA che da altri istituti specializzati nella lotta contro il cancro.

In questo scenario quindi non ci sorprende che ben 80 organizzazioni impegnate nella tutela della salute negli ambienti di lavoro e della finanza etica sia siano riunite in un invito pubblico alla Apple, ed in particolare alla Sig.ra Jackson, ad impegnarsi fattivamente per ridurre drasticamente i componenti chimici pericolosi, in particolare il Benzene, utilizzati nelle fabbriche asiatiche che realizzano  i prodotti della mela. Non siamo fino ad ora a conoscenza di una risposta ma in effetti l’invito è molto recente.

Alla coerenza non è chiamata solo il nuovo Vicepresidente per gli Affari Ambientali ma la l’intera corporate di Cupertino che nei mesi scorsi ha lanciato una serie di promesse per lucidare la sua reputazione ambientale. Come ad esempio con l’iniziativa “Better campaign” con la quale si è impegnata ad accelerare il  passo per fornire solo di energia rinnovabile i suoi data centers. E la sostenibilità non si sceglie al supermercato !

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