Coesione, Cultura ed Innovazione: i profili del Made in Italy

Anche quest’anno arriviamo alla pausa estiva della nostra newsletter quando si è appena conclusa la lunga sequenza di appuntamenti che Symbola ha organizzato in provincia di Macerata. Cinque giorni di incontri per discutere dei cambiamenti e delle opportunità che stanno di fronte  al sistema economico del nostro paese. Una visione a tinte verdi, non solo per il ruolo giocato dai valori della sostenibilità ma soprattutto per i segnali di fiducia e di speranza che sono stati trasmessi.

Come negli anni precedenti le riflessioni sviluppate nei vari incontri della settimana marchigiana di Symbola sono partite dalle informazioni contenute in  alcune ricerche e dalle esperienze di decine e decine fra imprenditori, economisti , amministratori pubblici, innovatori. Le idee forza , le linea guida della discussione, sono state sostanzialmente tre :  (1) il sistema manifatturiero italiano non perde competitività sui mercati internazionali  (i dati a disposizione dicono il contrario), (2) la cultura e la creatività rappresentano un fattore competitivo decisivo per il nostro paese oltre che un settore economico che genera ricchezza, (3) le imprese che investono nella coesione del territorio in cui operano ottengono migliori risultati economici e maggiore forza competitiva.

La terza asserzione, la vera novità rispetto all’anno precedente, è stata introdotta dalla presentazione di una ricerca svolta da Symbola in collaborazione con Unioncamere ed il Consorzio AAster. Lo studio, intitolato “Coesione è Competizione” , dimostra che quando le aziende  perseguono obiettivi di redditività che tengono in considerazione anche le esigenze di “buona salute” del territorio in cui operano  (condizioni ambientali, tenuta sociale, condizioni del lavoro), finiscono per ottenere anche migliori risultati nella competizione sia nazionale che internazionale. Inoltre la ricerca racconta anche di un sistema di organizzazione di impresa che si va organizzando in forme sempre più nuove ed articolate proprio per tenere conto delle nuove esigenze della società . Esigenze che non possono essere soddisfatte né dalla mano pubblica tradizionalmente intesa né dalla imprese che perseguono unicamente una logica di profitto.

E se ci pensate bene questa evoluzione è del tutto coerente con il macro trend, registrato dal nostro blog,  che vede progressivamente prevalere la domanda di beni immateriali e di beni “sociali” a scapito del consumo e del possesso, di beni materiali.
Uno stile di vita che trova ormai dei limiti non solo nella disponibilità delle risorse naturali necessari e produrli (compriamo solo ciò di cui abbiamo bisogno come dice Patagonia) ma anche nella disponibilità economica dei suoi potenziali protagonisti.

In questi processi che “rischiano” di modificare radicalmente la struttura del sistema produttivo ed economico-finanziario (si pensi al ruolo del crowdfunding e dei social bonds) il nostro paese , i dati lo dimostrano, può rappresentare una storia di successo su cui puntare per uscire dalla crisi.

E’ indubbio infatti che le nostre aziende, anche per le loro ridotte dimensioni e per la natura familiare della proprietà, sono più “naturalmente” vocate ad integrarsi con il territorio ed a rappresentare un argine contro la sua disgregazione. E’ vero però d’altra parte che questi messaggi fino ad ora sono stai spesso minoritari rispetto ad un pensiero, tutto dentro la crisi, che ha puntato alla riduzione delle retribuzioni e dei diritti del lavoro e ad una minore attenzione alle esigenze ambientali e sociali.Ma su questo terreno il nostro sistema economico e sociale non potrà mai più essere competitivo.

Per chi è interessato a riflettere ancora su questi temi vi indichiamo il link a cui accedere per scaricare o visionare buona parte del materiale prodotto nel corso delle “cinque  giornate” di Symbola nelle Marche. A voi

Buona estate a tutti ci rivediamo a Settembre!

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