Nel settore auto la Sostenibilità abita in Asia

carblogLe aziende dell’estremo oriente guidano l’innovazione sostenibile nell’automotive, un settore in cui ogni Compagnia  persegue una strada personale verso la riduzione dei consumi e dell’inquinamento, con risultati che cominciano ad essere positivi . Lo afferma un Report con una ormai lunga storia alle spalle. Seguiteci per saperne di più

Il Report che misura le Performance ambientali del settore automobilistico dal 1998 è realizzato dalla Union of Concerned Scientists . L’edizione del 2014 registra per la prima volta, per tutte le 8 principali aziende automobilistiche, la riduzione delle emissioni di gas serra da parte del veicolo medio in gamma nell’anno precedente. Anche la riduzione della emissione degli inquinanti locali (smog) si è particolarmente ridotta (- 87%) se confrontata con il livello di riferimento del 200.

Risultati positivi insomma, anche se come accade per molti settori , gli incrementi nella efficienza non riescono a compensare gli effetti dell’incremento della quantità (il numero dei veicoli circolanti) . Per cui il risultato finale è pur sempre un aumento assoluto dei gas inquinanti. Ad ogni buon conto il Ranking stilato dal report pone ai primi tre posti altrettante case con base nell’estremo oriente. Si tratta, nell’ordine, di Hyundai-Kia, Honda e Toyota.

La Hyundai è riuscita a sopravanzare la Honda, che la precedeva nell’edizione precedente del ranking, grazie allo sforzo compiuto per utilizzare in tutta la sua gamma di prodotti motori più piccoli ed efficienti e all’inserimento di una versione ibrida dei due modelli più venduti. Ovviamente non tutti i produttori automobilistici ottengono gli stessi risultati e quindi il report registra, ad esempio, che le tre compagnie americane (evidentemente una di queste è considerata ancora tale nonostante la nuova proprietà) si trovano nelle posizioni di retroguardia.

Anzi proprio la Chrysler gode del non invidiabile riconoscimento di  brand con il peggior risultato proprio per emissione di gas inquinanti dal tubo di scarico. Nel frattempo la Ford riesce a distinguersi per i suoi risultati con i motori turbo che ora vengono utilizzati non più per aumentare la potenza, ma per incrementare invece l’efficienza dei consumi. Buoni risultati sta ottenendo anche la General Motors con il suo programma riguardante i motori ad idrogeno partito nel 2007 e che fino ad oggi sono stati prodotti in 5000 unità

Anche dal nostro breve sommario risulta evidente come esiste una estrema eterogeneità di approccio da parte delle case automobilistiche nella ricerca della soluzione migliore per contenere i consumi (basta ricordare come invece altre marche puntino sui motori elettrici o su vettori come il metano ed il diesel ) . Se questo da una parte riduce forse i vantaggi di eventuali economie di scala nello sviluppo delle tecnologie, dall’altra parte viene considerato anche dagli stessi Scienziati “preoccupati” un elemento di stimolo e competitività nella corsa alla sostenibilità del settore. Staremo a vedere.

L’emissione di gas serra e di gas inquinanti risulta certamente nel ciclo di vita di un autoveicolo la causa maggiore di impatto ambientale. Tuttavia non bisogna dimenticare anche gli effetti provocati dalla estrazione di materie prime naturali per sostenere la produzione di tutti questi prodotti. Ad esempio negli ultimi mesi è salita alla ribalta della pubblica opnione e degli stakeholder la pressione ambientale e “sociale” provocata dalle esigenze di estrazione di minerali, che poi generano nei paesi più poveri  situazioni di conflitto e guerre. Si tratta appunto dei “conflict minerals” (tantalio, stagno, tungsteno e oro ) per i quali diverse Associazioni di settore hanno chiesto alla filiera di fornitura di assumere atteggiamenti più consapevoli alla esigenze dell’ambiente e ai diritti dei lavoratori e delle comunità coinvolte.

Per gli interessati è possibile scaricare Automaker-Rankings-2014  il report sulle performance ambientali del settore automobilistico.

Se l’articolo è stato di tuo interesse, visita il nostro sito: www.greenactions.it ed iscriviti alla newsletter gratuita

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